Rover Perseverance: un microfono capta le “voci” di Marte

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Rover Perseverance:

Il rover Perseverance è al lavoro. Dopo aver superato indenne quei sette minuti di terrore, ed averli immortalati in un video, il robot della NASA sta esplorando la superficie di Marte. Chissà quanto ci metterà per svelare i segreti del Pianeta Rosso.

Cosa ha captato il rover Perseverance?

Il rover Perseverance ha registrato le “voci” di Marte. Si tratta della prima registrazione marziana mai effettuata. Non ne esistono altre prima di questa. I due microfoni del robot hanno raccolto l’audio della brezza marziana: si tratta di 60 secondi di girato. Nella registrazione si posso udire, oltre alla brezza marziana, i rumori meccanici del rover in movimento. E non è finita qui: nelle scorse ore la NASA ha rilasciato il video dell’atterraggio di Perseverance. Il video, spettacolare a dir poco, è il film di quei sette minuti di terrore.

Il video dei sette minuti di terrore

Nel video diffuso dalla NASA si osserva la discesa del rover Perseverance. Il video dura 3 minuti, quelli finali. La capsula è già entrata nell’atmosfera ed ha assolto il suo compito. Lo scudo ha protetto il rover nel corso dell’incandescente discesa ed i primi 4 minuti di terrore sono trascorsi. Il film comincia con l’apertura del paracadute. Una delle 25 telecamere montate sul robot lo inquadra mentre schizza in alto e si apre. Il rover rallenta la discesa, ed ecco che la visuale cambia. L’obiettivo di una seconda telecamera inquadra il suolo di Marte: un deserto rosso, punteggiato di crateri e rocce più o meno grosse.

L’atterraggio

Mentre la rossa terra di Marte si avvicina veloce, appare per pochi secondi lo scudo termico che ha protetto Perseverance. Compie una parabola e sparisce dall’inquadratura. Il rover intanto rallenta ulteriormente, grazie all’intervento del jetpack. I motori si accendono, sprigionando vento caldo che sparge la sabbia ed il pietrisco di Jezero, il cratere designato come luogo d’atterraggio. Ed ecco che Perseverance tocca terra. Tutto è andato come previsto e gli ingegneri della NASA, stipati nella “stanza dei bottoni”, liberano la gioia con grida festose.

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