Rottamazione-ter: più tempo per pagare le cartelle esattoriali

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Rottamazione-ter

Nei giorni passati sono state proposte varie ipotesi per quanto riguarda le cartelle esattoriali e la rottamazione-ter. Per chi ha ricevuto o sta per ricevere una cartella esattoriale c’è infatti una buona notizia. Per tutte quelle arrivate tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2021, il termine per versare gli importi passa dai canonici 60 a 150 giorni, senza applicazione di interessi. Dal 1° gennaio 2022 torna il limite dei 60 giorni.

Saldare i debiti per non perdere l’agevolazione Rottamazione-ter

Il governo dà un’altra chance a chi non ha pagato le rate della rottamazione-ter. Chi salda il debito entro il 30 novembre, e con i 5 giorni di tolleranza si arriva al 6 dicembre, non perde i benefici della definizione agevolata. Entro lo stesso termine andranno però versate anche le rate 2021.

Rottamazione-ter: di cosa si tratta?

La rottamazione-ter permette la definizione agevolata dei debiti con il fisco beneficiando dell’abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora. Al debitore è data la possibilità di effettuare il pagamento delle somme dovute in un arco di tempo particolarmente ampio. Inoltre, la rottamazione ter ammette di utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Pagamento a rate

Il debitore che sceglie di eseguire il pagamento in forma rateale può godere di un tasso di interesse ridotto e particolarmente vantaggioso, pari al 2% annuo. Inoltre, provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute, il debitore può ottenere l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla definizione. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di una sola rata, la definizione è inefficace e i versamenti effettuati sono considerati semplici acconti delle somme complessivamente dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo. In tal caso, l’agente della riscossione proseguirà l’attività di recupero coattivo del debito residuo, il cui pagamento non potrà più essere rateizzato.

Tempi più lunghi

Chi aveva rateizzato i pagamenti con l’Agenzia delle entrate ed è in ritardo può tirare il fiato. Per tutti quelli che prima dell’emergenza sanitaria avevano già un piano di rientro, la cosiddetta “decadenza dal beneficio” avverrà non più dopo 10 rate non pagate, ma dopo 18. Il limite resta di 10 rate per chi ha fatto un piano di dilazione dopo l’8 marzo 2020.