Mancano quindici mesi all’evento che rivoluzionerà per sempre il calcio europeo per nazioni. L’euro 2020, che per la prima volta sarà itinerante e coinvolgerà vari paesi del vecchio continente, è stato programmato in questo modo dall’ex presidente UEFA Michel Platini, il quale ha deciso di festeggiare in tal modo i sessant’anni della competizione. La scorsa settimana hanno avuto luogo le prime partite dei gironi di qualificazioni destinate a questo torneo, qualificazioni che per la prima volta avranno la durata di pochi mesi data l’istituzione della Nations League, un nuovo torneo istituito dalla UEFA per dare più senso alle soste per le nazionali ed evitare amichevoli tediose. Nel match clou dei giorni scorsi la Germania ha battuto l’Olanda fuori casa con una prestazione convincente in quella che è una riproposizione costante di una rivalità non soltanto calcistica ma anche culturale. L’Euro 2020, che inizierà il 12 giugno e terminerà il 12 luglio prossimo, vedrà partecipare 24 squadre, 20 delle quali usciranno dalle qualificazioni e 4 delle quali arriveranno dalla Nations League. Ma quali sono le squadre che arriveranno all’appuntamento con i favori del pronostico? Andiamo a scoprirlo.

La Francia cerca conferme

Essere campioni del mondo è sicuramente un peso ma anche una motivazione importante. La Francia allenata da Didier Deschamps, che si è imposta in Russia dopo una cavalcata trionfale, è sicuramente una delle squadre più attrezzate alla vittoria. A dimostrarlo sono le principali scommesse sul calcio specializzate, che la vedono favorita a conquistare il prossimo campionato europeo con una quota di 4,5 il 26 marzo. Tutto ciò per una serie di ragioni. In primis perché stiamo parlando di una squadra con un’età media molto giovane ma comunque esperta e già forgiata nella vittoria. In secondo luogo perché il gruppo che ha a disposizione l’ex allenatore della Juventus è solido e compatto, oltre ad essere formato da una serie di calciatori dediti al sacrificio, forti fisicamente e abili tecnicamente. Gli esempi di Paul Pogba, uno degli assi del Manchester United, e di Kylian Mbappé, devastante attaccante del Paris Saint-Germain, sono i più lampanti di quanto questa nuova generazione transalpina sia forte ed efficace. Si tratta, insomma, di una squadra molto diversa di quella di trent’anni fa in cui il bizzarro Éric Cantona la faceva da padrone come fosse una rockstar. A confermare la forza della truppa di Deschamps è stato il deciso inizio nel proprio girone di qualificazione, con due vittorie in due incontri che la proiettano già al primo posto del girone insieme alla Turchia.

Olanda e Germania suonano la carica

Protagoniste di una delle partite più belle degli ultimi mesi, Olanda e Germania si contenderanno il primo posto in un girone che le ha viste sorteggiate insieme contro pronostico. Dietro a tutto ciò c’è il basso rendimento dei tulipani negli ultimi anni confermato dalle assenze all’Europeo del 2016 e al mondiale del 2018. Tuttavia, dall’arrivo nel febbraio 2018 di Ronald Koeman, ex difensore di Ajax e Barcellona, il rendimento della nazionale olandese è cambiato in positivo. Non a caso la nazionale Orange si è qualificata per la fase finale della Nations League insieme ad Inghilterra, Portogallo e Svizzera, mostrando tra l’altro un gioco sbarazzino, veloce e divertente. Tanti sono i calciatori importanti a disposizione di Koeman, con i giovani De Jong e De Ligt a spiccare su tutti, senza però dimenticare i vari Van Dijk e Depay, più esperti e forgiati in competizioni difficili. La Germania, dal canto suo, ha effettuato alcuni cambi dopo la delusione di un mondiale nel quale è stata eliminata nei gironi di qualificazione dalla Corea del Sud. La scelta del tecnico Joachim Löw di non convocare più Boateng, Hummels e soprattutto Müller, uno dei migliori marcatori della storia tedesca ai mondiali, ha fatto scalpore, ma è figlia della decisione di realizzare un cambio generazionale quasi assoluto, con il solo Neuer come senatore ancora presente dall’edizione dei mondiali 2010. L’intenzione è quella di dar vita a un nuovo gruppo nel quale il centrocampo sarà controllato da Kross e in attacco ci sarà spazio per Gnabry del Bayern Monaco e Sané del Manchester City.

Spagna e Italia ripartono

È cominciata con una vittoria contro la Finlandia l’avventura dell’Italia di Roberto Mancini verso l’Euro 2020. Sebbene il rivale non fosse certamente dei più insidiosi, i tre punti sono un passo avanti verso la formazione di una nazionale nuova che fa leva su pilastri come Chiellini e Bonucci ma che guarda anche molto al futuro. Elementi come Donnarumma e Kean, che ha esordito con goal nella sua prima apparizione ufficiale in azzurro, fanno ben sperare per i prossimi anni, anche se dovranno confermarsi quanto prima ad alti livelli. Chiesa e Bernardeschi saranno verosimilmente le ali sulle quali Mancini proverà a far volare l’Italia, con Verratti a centrocampo a prendersi finalmente il posto di regista assoluto degli azzurri. La Spagna, invece, ha sofferto per battere in casa la Norvegia e deve fare fronte all’assenza di Gerard Piqué, uno dei migliori difensori del mondo, che ha scelto di non giocare più in nazionale. Uno dei principali problemi di Luis Enrique, tuttavia, è quello del centravanti titolare, dato che Morata non sembra rispondere alle esigenze di una squadra che genera molte occasioni da goal.

Il percorso verso l’Euro 2020 è appena iniziato, ma le principali protagoniste hanno già fatto sentire che vorranno esserci e lottare a tutti i costi.

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