Rossana Podestà e il ricordo del “suo uomo”: Walter Bonatti

0
1077

di Sofia Riccaboni TW @sofiariccaboni

Gli occhi lucidi, la voce che trema e le mani che giocano tra di loro incessantemente. Rossana Podestà, compagna di una vita di Walter Bonatti, racconta del suo libro così, semplicemente, come una donna qualsiasi. Lo racconta davanti a una sala piena di gente, al Giardino delle Idee, in un sabato pomeriggio di pioggia che si trasforma piano piano in un sabato sera stellato.
Ricorda, Rossana, i momenti di vita con Walter con serenità e gioia. Sempre con un sorriso, sempre con la voglia di raccontarlo.

“Lo scopro, anzi lo riscopro, ogni volta. Raccontarlo alla gente mi aiuta a ricordare cose e momenti che avevo dimenticato.”
Ed è così che, quando mi vede, armata del mio iPhone per registrare le poche domande che volevo farle, mia chiede se può togliere la giacca “tanto non hai la telecamera vero?’ e poi guardandomi si ricorda.
Perché Walter Bonatti ha toccato anche la mia vita, molto meno della sua sicuramente, ma era un alpinista, come mio padre. E lei ricorda di averci incontrati, con Walter.
Così le domande sono state dimenticate e abbiamo iniziato a parlare di Walter, della montagna. “Non mi ha mai fatto caderemi dice “a volte capitava che scivolasse un piede ma non facevo mai che pochi centimetri perché lui mi aveva già bloccata.”
Un amore scelto, il loro, entrambi liberi all’epoca. Un amore fino alla fine. Uno di quelli che ti aspetti di leggere solo nelle favole. Eppure era vero, anche se alla fine hanno provato a rovinare tutto, tenendola lontana dal suo compagno quando stava per morire. “Per la stupida legge italiana io non sono nessuno, ma per Walter io ero qualcuno. Loro non lo hanno capito.
E si commuove, tornano gli occhi lucidi, le man che si intrecciano e che si erano fermate mentre raccontava della montagna.
Lei non era alpinista eppure grazie a Walter ha scalato cime difficilissime. L’ultima, la scelta di non dire a Walter della malattia. “Perche era meglio così.” dice a fil di voce.
Durante al presentazione del libro, una raccolta di foto che fanno da filo conduttore al racconto della vita di Walter Bonatti, si leggono dei brani.
Rossana riesce a far sentire Walter come era a tutti, anche a chi non lo aveva mia conosciuto prima. Lo fa sentire uomo normale, anche se non era uno qualunque. Lo fa immaginare nelle sue scoperte, nel suo ruolo di esploratore. Lei, che non ha mai scritto un libro a parte questo, riesce a dare a quelle parole uno spessore tridimensionale. Ne esce il profilo dell’uomo di cui è innamorata, la storia di una vita lunga, in alcuni momenti difficile, di un uomo che non si è mai arreso, pur restando sempre cosciente delle sue capacità e dei suoi limiti.

20121027-055933 PM.jpg