Roma – Studente umiliato e mortificato dal Prof davanti a tutti si uccide

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Istigazione al suicidio è il reato per il quale la Procura di Roma ha aperto un fascicolo nei confronti di un professore di un liceo dell’Eur, che risulta indagato per la morte di uno studente diciassettenne. Ad insospettire gli investigatori una nota su un registro e la testimonianza di alcuni compagni di classe.

Un professore di Matematica di un liceo nel quartiere Eur a Roma è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per istigazione al suicidio nei confronti uno studente di diciassette anni, con problemi di apprendimento. I fatti risalgono a due anni fa, nel mese di luglio del 2019, quando il giovane si è tolto la vita. Un procedimento, che come riporta il quotidiano La Repubblica, è scaturito dalle testimonianze di alcuni compagni di classe del ragazzo raccolte dagli inquirenti in sede d’indagine. Da quanto si apprende nei confronti del docente sarebbe avanzata anche l’accusa di maltrattamenti. Alla base del gesto potrebbero esserci infatti le umiliazioni che il professore infliggeva pubblicamente al ragazzo, perpetrate davanti ai compagni di classe. Il professore nei prossimi giorni sarà interrogato alla presenza dei magistrati. Il pubblico ministero Stefano Pizza titolare del fascicolo sta inoltre passando al vaglio la posizione di altri adulti presenti all’interno del liceo.

I compagni di classe hanno parlato di umiliazioni e mortificazioni

I drammatici fatti che hanno portato alla scomparsa dell’adolescente che si è tolto la vita nel garage di casa utilizzando una corda, sono avvenuti nell’estate di due anni fa. Inizialmente gli inquirenti avevano trattato il caso come un semplice suicidio, poi hanno trovato una nota scolastica nel registro elettronico del professore, particolarmente dura, che risale a tre giorni prima della tragedia e che li ha insospettiti e spinti a voler andare a fondo nella vicenda. Ascoltando i compagni di classe coetanei del ragazzo è emersa una terribile versione dei fatti, ossia che il docente umiliava e mortificava l’adolescente, che mostrava problemi di apprendimento, durante le lezioni in aula.