Roma Capitale: al via l’iter della riforma costituzionale

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Roma sta per mettere in atto un percorso fuori dal comune. Giovedì prossimo, 11 marzo, la commissione Affari Costituzionali inizierà l’esame sia di un ddl di riforma costituzionale presentato da Fratelli D’Italia, primo firmatario Paolo Barelli, sia di una legge ordinaria presentata da Movimento 5 stelle, primo firmatario Francesco Silvestri. Ad annunciarlo è stato il presidente della Commissione Giuseppe Brescia.

Roma Capitale: verso i poteri speciali, di cosa si tratta?

La Capitale si sta per aggiudicare i poteri speciali come se fosse una regione, in previsione soprattutto del Giubileo 2025. Ma di cosa si tratta precisamente? E’ un progetto legislativo che prevede una riforma costituzionale che modifica l’articolo 114, comma 3 della Costituzione e una legge ordinaria dove si potrà prevedere, una maggiore autonomia da parte di Roma nell’accesso diretto ai fondi europei e ai fondi per il trasporto pubblico locale. Quindi è un progetto che lavora su due binari legislativi paralleli. Saranno interessati non solo i due partiti da cui è partito il piano, ma anche la sindaca Virginia Raggi e tutti gli esponenti istituzionali di Roma Capitale.


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Il parere di Liberi e uguali

“Dobbiamo avviare una fase costituente per Roma Capitale. La congiuntura politico-istituzionale con un Governo del Presidente sostenuto da una larghissima maggioranza è un’opportunità – afferma Stefano Fassina – Dobbiamo procedere per passi perché vanno fatte maturare le condizioni politiche per legittimare compiutamente Roma come Capitale della Repubblica”. A parlare è Stefano Fassina, uno dei politici di Liberi e uguali, che ha presentato assieme a Riccardo Magi una proposta di legge ordinaria sull’assetto istituzionale di Roma Capitale.

La risposta del Pd

Anche Roberto Morassut del Partito democratico dice la sua sulla proposta costituzionale. E’ stato proprio lui a suggerire una legge che attribuisce i poteri speciali alla Capitale. “Il tema – spiega il parlamentare Democratico – non può che avere radice Costituzionale. Sono 30 anni che sono state costituite le città metropolitane, ma non sono mai arrivati gli atti conseguenziali”. E poi continua: “A me i confini delle Regioni non interessano tanto; mi preme una semplificazione e mi preme un intervento strutturale per le grandi aree urbane – afferma Morassut – Noi abbiamo tre città di valore mondiale, per storia e dimensioni, e cioè Roma, Napoli e Milano, che rappresentano il pluralismo dei nostri territori. A queste tre città dobbiamo dare poteri regionali, semplificando al contempo il numero delle Regioni”.