Dopo lunghi lavori di restauro, effettuati attraverso una collaborazione tra il Parco Archeologico del Colosseo e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da pochi giorni ha aperto a Roma la Domus Transitoria, la più antica delle abitazioni imperiali di Nerone, distrutta dall’incendio di Roma del 64 d.C.. Ma la transitorietà della domus, che comunque è durata poco, si riferisce alla sua posizione di passaggio dal Palatino all’Esquilino. Ricca di marmi intarsiati, di volte affrescate, decorazioni in oro, si potrà ammirare nel suo antico splendore grazie anche alla realtà virtuale. Solo la distruzione dell’incendio ha costretto Nerone a rinunciarvi, per costruire poi la Domus Aurea.

La casa come simbolo

“Non in alia re tamen damnosior quam in aedificando domum a Palatio Esquilias usque fecit, quam primo transitoriam, mox incendio absumptam restitutamque auream nominavit.”

“Ma il denaro lo sperperò soprattutto nelle costruzioni; si fece erigere una casa che andava dal Palatino all’Esquilino, e la battezzò subito Transitoria e quando un incendio la distrusse, se la fece ricostruire e la chiamò Domus Aurea.”(Svetonio, Vita dei Cesari, Nerone, cap. 31).

I capricci di un imperatore

Svetonio non ha scritto un ritratto edificante di Nerone: egli racconta che, dopo la costruzione della sua reggia, l’imperatore esclamò che finalmente aveva una dimora ‘degna di un uomo’. Ma Nerone aveva poca ‘umanità’: condannò a morte moltissime persone, tra cui sua madre Agrippina, poi il filosofo Seneca, che era stato il suo precettore. Passava dalla corruzione agli abusi sessuali, emanava leggi a lui  favorevoli, non accettava le critiche. Mandò a morte molti notabili in seguito al responso di un oracolo. Nerone era atterrito dai sogni e dai presagi. In prossimità della morte, leggeva le viscere dei nemici uccisi.

Siamo nel primo secolo dopo Cristo, Nerone muore nel 68. Eppure, in certi passaggi di Svetonio, sembra di vivere momenti più che attuali. Case sontuose, interessi privati nella gestione della cosa pubblica, abusi sessuali, superstizione (o religione interpretata in modo superstizioso), prevaricazione, sommaria eliminazione dei presunti nemici. Molta paranoia: cioè la sensazione di vedere nemici dappertutto, e l’impossibilità di fidarsi di chiunque.

Follia e potere

C’è un filone di letteratura che analizza i rapporti tra follia e potere. Probabilmente a causa dell’elevata percentuale di psicopatici che nei secoli hanno raggiunto posti di potere. Proprio la psicopatia, che potremmo definire come una condizione di mancanza di empatia che spinge le persone a comportarsi senza alcuno scrupolo etico o morale, sembra una delle caratteristiche principali dell’uomo di potere. La capacità di prendere decisioni, districarsi tra seduttività e manipolazione, perseguire gli obiettivi, sono per lo più visti come pregi e nascondono gli aspetti oscuri della follia.

Un lungo elenco di soggetti del passato e del presente potrebbe essere inserito tra i potenti folli: di qualsiasi colore politico e di qualsiasi forma di governo, dittatoriale o democratico.

Allora, nel camminare sullo stesso pavimento dove Nerone alimentava le sue fantasie, lottava contro i suoi demoni, godeva delle sue ricchezze, egli non ci deve sembrare così lontano. In fondo, come potrebbe proclamare oggi qualcuno: Nerone è ‘uno di noi’.

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