Il Lucca Summer  Festival di quest’anno ci ha regalato forti emozioni, tante sensazioni più uniche che rare, e tanta, tanta buona musica.

Ma uno dei concerti più esplosivi e più attesi durante l’anno è stato quello di Roger Waters, un mito della musica internazionale, incorruttibile e inattaccabile, tenutosi l’11 luglio davanti alle mura di Lucca.

Un evento che agli occhi di tutti gli spettatori è sempre più magico nell’attesa stessa del suo arrivo: sensazioni quasi indescrivibili, con un atmosfera che catapulta fin da subito.

Un vero e proprio spettacolo quello che si è tenuto davanti ai 250 mila spettatori, dove l’ex bassista e cantante dei Pink Floyd ha anche usufruito del momento per inviare un messaggio molto importante a tutti quanti.

Un concerto quindi fortemente politico quello a cui abbiamo assistito a Lucca, come se fosse quasi una campagna di sensibilizzazione verso tutti quei diritti umani che vengono violati sotto ai nostri stessi occhi.

Il concerto di Roger Waters quindi si configura come un vero e proprio show costruito su una forte idea di protesta e anche di una grande speranza verso il genere umano.

Nella prima parte della serata, le canzoni si incentrano principalmente su una serie di estratti dell’album di ”The Dark Side of The Moon”, aprendosi con “Breathe”  cantata con note molte delicate come se stesse preparando il pubblico ad entrare in nuova dimensione, per poi finire successivamente con “The Great Gig in The Sky”.

Tutto sembra andare così perfettamente, che non sembra nemmeno più ad assistere al concerto di Roger Waters.

La situazione però inizia a cambiare con “Wish You Were Here” e “Another Brick On The Wall”. In questa occasione iniziamo a vedere salire sul palco una serie di bambini d Lucca, selezionati appositamente per la coreografia sul coro.

La situazione inizia a diventare più movimentata e più divertente, dopo la pausa, nella quale iniziano a cantare e suonare l’album “Animals”, costituita da “Dogs” e “Pigs”, dove l’obbiettivo e il soggetto principale non è altro che Donald Trump. Lui è infatti il maiale più pericoloso, lui secondo Roger Waters è uno dei tanti, ma non il solo.

Animals è uno dei dischi più cupi dei Pink Floyd, ma anche uno dei più amati di Rogers, dove ogni ingiustizia e ogni crimine viene in parte raccontato.

Nel mentre, inizia a sorvolare sopra le teste del pubblico un maiale con la scritta “Stay Human” (siate umani): un invito che non sembra passare inosservato, un invito a resistere a tutta questa crudeltà.

Lo show continua con un susseguirsi di altre canzoni, tra cui “Brain Damage” ed “Eclipse”, ipnotizzando il pubblico stesso.

Il concerto finisce con Comfortably Numb, non ci sarebbe la fine senza suonare tale canzone, con un significato profondo per il cantante.

Confortably Numb fu suonata due anni fa, dal suo eterno ex amico David Gilmour nel Circo Massimo di Lucca. Solo un esplosione del suono, nessuna parole di introduzione, la canzone parla da sé.

Prima di concedersi all’ultima canzone Waters dedica qualche minuto per esprimere al suo pubblico il pensiero sul problema dei profughi palestinesi, uno dei temi più discussi attualmente. A volte mi criticano per questi discorsi – afferma Roger – ma dobbiamo ricordarci che ogni essere umano, di qualsiasi razza o religione, deve avere gli stessi diritti umani e civili”.

Un finale perfetto, uno spettacolo di grande resistenza umana, che non lascia indietro messaggi politici ma anche di grande poesia.

 

 

 

Condividi e seguici nei social

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here