Roccaforte Maya ritrovata nel cuore della foresta messicana

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Messico: trovata antica fortezza Maya.

Si trovava ben nascosta e protetta dalla foresta di Tizimin, città del Messico meridionale che sorge nella penisola dello Yucatan. Si tratta di una grande roccaforte Maya scoperta e riportata alla luce da un gruppo di archeologi che già da tempo ha avviato degli scavi laddove sorgeva l’antica Kulubà. L’obiettivo degli studiosi e delle istituzioni messicane è quello di condurre a termine al più presto tutti i lavori di restauro, facendo sì che tutto il sito possa essere aperto al pubblico, diventando così un ulteriore motivo di attrazione culturale per i turisti provenienti da tutto il mondo.

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Tornando all’antica roccaforte Maya, questa si trova a circa 160 chilometri da Cancùn: per ritrovarla, gli esperti non hanno dovuto attivare delle operazioni di scavo, poiché l’edifico si trovava prevalentemente «sepolto» tra gli arbusti e i tronchi degli alberi. La struttura ha anche una grandezza piuttosto imponente, che di certo non passa inosservata: 55 metri di estensione e 15 di larghezza, ai quali vanno aggiunti ulteriori 6 metri di altezza. Dai primi rilievi, si evince che sia stata attiva e abitata tra il 600 e il 1050 dopo Cristo, ossia nel periodo in cui l’intera civiltà Maya stava ormai per avviarsi lungo il viale del tramonto, verso quella che ancora oggi è una scomparsa piena di misteri e dubbi.

La roccaforte Maya nella foresta dello Yucatan.

Gli archeologi hanno ricordato che, in realtà, già dal 1939 erano stati rinvenuti alcuni resti della fortezza di Tizimin, anche se soltanto negli ultimi due anni gli scavi sono giunti finalmente ad un punto decisivo. Infatti, dalle ricerche effettuate di recente, è stata appurata l’effettiva esistenza di un vero e proprio edificio nascosto nella foresta, prima di riportarlo concretamente alla luce. L’annuncio ufficiale dell’importante scoperta è stato diramato solo da pochi giorni.

Roccaforte Maya in Messico: trovate anche delle sepolture

Gli studiosi dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico, guidati da Alfredo Barrera Rubio, nel descrivere le caratteristiche della fortificazione dell’antica Kulubà, hanno spiegato che al suo interno vi sono due ampie stanze residenziali, un altare e anche un forno circolare. Nei pressi del fortino, inoltre, sono state notate alcune sepolture: gli esperti si augurano che dagli esami e da analisi più approfondite si possano avere delle risposte importanti sulle peculiarità della civiltà Maya che viveva in questa zona del Messico.

Barrera Rubio, infatti, ha confermato che al momento non si sa molto delle caratteristiche architettoniche della popolazione che si trovava nel nord-est dello Yucatan. Per questo motivo, in questa fase si punta non solo a restaurare e tutelare l’intero patrimonio storico-culturale del sito di Kulubà, ma anche a studiarne in maniera approfondita l’architettura. D’altronde, l’archeologo non ha nascosto che «questo è solo l’inizio», aggiungendo che dalle ricerche sta emergendo uno degli insediamenti più grandi dell’area.

L’archeologo Alfredo Barrera Rubio.

Infine il team di lavoro si è posto un obiettivo decisamente onorevole e condivisibile sotto il profilo della tutela ambientale. Si sta valutando, infatti, la possibilità di reintegrare diversi alberi che sono stati rimossi durante i lavori già effettuati lungo l’area archeologica dello Yucatan. La riforestazione avrebbe anche una finalità culturale-scientifica: le piante, infatti, andrebbero a proteggere gli antichi edifici Maya dall’esposizione alla luce solare e soprattutto da eventuali danni che potrebbero essere arrecati da copiosi fenomeni atmosferici.

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