Roberto Ghezzi e cianotipie dello scioglimento dei ghiacci

L'artista è in Groenlandia per The Greenland Project, lo scioglimento dei ghiacci tra arte, scienza e sostenibilità

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Roberto Ghezzi
Installazione per NATUROGRAFIE, Isole Lofoten, Norway, 2019. Courtesy the artist

Il paesaggio è da sempre il campo di ricerca artistico di Roberto Ghezzi. Dapprima l’ha indagato attraverso la pura pittura, negli ultimi anni l’artista toscano, affascinato dagli ambienti e dalle loro peculiarità, sta tentando di restituirne l’essenza. Nascono così agli inizi del Duemila le Naturografie, tele letteralmente scritte dalla Natura che l’autore lascia in terra o acqua e ritira al momento in cui ritiene i sedimenti trasferitesi ne restituiscano in qualche modo il sembiante e il DNA. Sarà in Groenlandia dal 15 giugno al 10 luglio.


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Come vive la natura Roberto Ghezzi per creare le sue opere?

Si tratta di lavori che richiedono a Ghezzi lunghi tempi di realizzazione e lo portano a vivere l’ambiente per lunghi periodi, sondandone caratteristiche. Così è diventato empiricamente un ottimo conoscitore della Natura. A questa ricerca, di matrice pittorico/estetica, si affianca quindi, sempre più, anche un interesse scientifico. L’artista collaborare sovente con biologi e studiosi e enti che si occupano di rilevare l’impatto che l’uomo ha sul Pianeta.

L’artista e il lavoro in Parchi e Riserve naturali

In due decenni Ghezzi ha realizzato installazioni e ricerche in molti luoghi nazionali e internazionali, legando il suo lavoro a studi sull’ecosistema e sulla biologia. Ha svolto ricerche in Parchi e Riserve naturali di tutti i continenti: Alaska, Islanda, Sud Africa, Tunisia, Norvegia, Patagonia, Croazia. In Italia ha realizzato numerosi progetti in ogni regione e tipologia di ambiente: Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Umbria.

Il progetto in Groenlandia

Nel caso della Groenlandia la residenza durerà di circa un mese alla Red House di Tasiilaq. L’esperienza sarà funzionale a Ghezzi per tentare di restituire, in chiave artistica, il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. A tal fine per trascrivere artisticamente su supporto tale fenomeno, ipotizza di usare la cianotipia. Si tratta di una particolare tecnica che prevede l’uso di carte fotosensibilizzate per rilevare il rapido mutamento dello spessore dello strato gelato. Seguirà un interessante dialogo, sia preliminare che successivo alla spedizione, tra l’artista e i ricercatori dell’Istituto di Scienze Polari del CNR. Artista e studiosi, infatti, intrecciando i reciproci sguardi e approcci, offriranno inedite chiavi di lettura dei fenomeni naturali contribuendo alla divulgazione. Quindi una proficua collaborazione multidisciplinare di suggestioni e rivelazioni su uno dei più problematici fenomeni naturali della nostra epoca.

L’arte per monitorare lo scioglimento dei ghiacci

The Greenland project di Ghezzi sarà incentrato pertanto sull’utilizzo della cianotipia a contatto che non utilizzerà tessuti, ma una carta fatta a mano con un antico procedimento. L’artista, effettuerà un’accurata analisi dei luoghi più idonei, preventivamente sulle mappe e poi in loco col supporto di Red House. Quindi realizzerà delle opere nel ghiaccio in scioglimento nella zona di Tasiilaq sulla costa orientale della Groenlandia. La tecnica fotografica sviluppata dal chimico inglese John Herschel tra il 1839 e il 1842, sfrutta la reazione di alcuni sali alla luce ultravioletta. L’artista inserirà la carta fotosensibilizzata con sali al di sotto del ghiaccio, in una zona di confine dove la superficie gelata è in scioglimento. Così otterrà delle istantanee del fenomeno del cambiamento di stato.

Roberto Ghezzi e Greenland project

Roberto Ghezzi lavorerà per 25 giorni, realizzando cianotipie della stessa zona per “fotografare” il fenomeno della liquefazione e dell’arretramento del ghiaccio. L’artista vuole produrre un’immagine del fenomeno dello scioglimento del ghiacciaio e della velocità con cui il processo avviene con l’estetica che connota la sua “pittura di paesaggio”. Nel lavoro per fornire alla ricerca artistica un supporto scientifico, sarà accompagnato un testo del Dott. Biagio Di Mauro del CNR – ISP.

Una mostra a conclusione del progetto

All’esito della residenza artistica le creazioni e il testo scientifico, accompagnato anche da visualizzazioni grafiche, saranno raccontate, pubblicate e esposte sui social. Il lavoro sarà divulgato anche con media sia digitali che cartacei la televisione e una mostra finale che raccoglierà tutta l’esperienza. L’esperienza di Roberto Ghezzi sarà a impatto neutro col contributo di Phoresta Onlus che calcolerà e poi compenserà mediante la piantumazione di alberi le emissioni di CO2 del progetto.

Immagine da cartella stampa.