L’Accademia di Brera inaugura il 27 febbraio l’anno accademico con il consueto conferimento delle lauree ad honorem, che saranno assegnate a Hilal Elver, delegata Onu del diritto all’alimentazione, e al musicista Ennio Morricone. Una celebrazione che avrà una cornice altrettanto speciale: gli spazi dell’ex Scalo Farini, futura dimora dell’Accademia di Brera.

Il processo di trasformazione di cui Milano è protagonista indiscussa in Italia da alcuni anni – ha investito anche il mondo della formazione universitaria cittadina. Così, mentre l’Università Statale prepara il trasferimento delle facoltà scientifiche nell’ex area Expo e il Politecnico affida a Renzo Piano il progetto per la nuova facoltà di architettura in città studi, l’Accademia di Brera progetta il suo Campus delle Arti all’interno dell’ex Scalo Farini, all’interno di uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbana che interesseranno Milano nel prossimo decennio.
Un piano molto ambizioso, quello del recupero degli ex scali ferroviari, i cui dettagli sono ancora in corso di definizione.
La struttura, che sorgerà sul lato di via Valtellina, a regime avrà una superficie complessiva di 15mila metri quadrati e ospiterà 1.800 studenti (su quasi 4.700 iscritti complessivi dell’istituto). Il progetto è frutto di ricerche e attività didattiche nel campo della progettazione architettonica avviate circa tre anni fa grazie a una collaborazione tra l’Accademia e il Politecnico di Milano, che l’anno scorso ha ricevuto l’incarico di elaborare gli indirizzi di progetto per l’ampliamento nello Scalo Farini.
Ampliamento che nasce innanzitutto da esigenze contingenti di trovare nuovi e più efficienti spazi per gli studenti e le attività di ricerca e laboratorio, allo scopo di migliorare l’offerta formativa, ottimizzare gli spazi e in definitiva – come osserva la presidente Livia Pomodoro – di rendere più attrattiva l’Accademia, che già oggi (con 1.238 studenti dall’estero, ovvero il 33% degli iscritti totali) è l’istituzione universitaria più internazionalizzata d’Italia. Oltre, ovviamente, a rendere più competitivi i giovani che escono dalle sue aule. Già dal prossimo anno accademico dovrebbero essere pronti gli spazi per ospitare circa 1.460 studenti delle due scuole attualmente collocate in viale Marche, ovvero Progettazione artistica per le imprese e Nuove tecnologie: in totale oltre 3mila mq contro i 1.550 mq di viale Marche.

La cosiddetta Brera 2 lascia, così, gli spazi di Viale Marche e inizia una nuova vita in un contesto totalmente rinnovato.

Un traguardo importante segnato grazie alla collaborazione propositiva delle tre istituzioni coinvolte oltre a Brera: la Città di Milano, il Politecnico, le Ferrovie della Stato. Da quello che per ora si sa, i cantieri dovrebbero partire entro il 2021, periodo che coincide con la fine del mandato della giunta Sala. Lo Scalo Farini rappresenta un importante snodo posizionato tra Porta Nuova e Porta Garibaldi, che costituisce il più grande dei sette scali ferroviari dismessi da trasformare e restituire alla città, il cui stato di avanzamento viene costantemente monitorato dal portale www.scalimilano.vision. Ulteriori dettagli saranno resi noti ad aprile, quando verrà proclamato il team vincitore tra i 5 finalisti, per la redazione del “masterplan di trasformazione e rigenerazione urbana degli scali ferroviari di Milano Farini e Milano San Cristoforo”. I team finalisti sono formati da partnership di più studi, tra nomi affermati ed emergenti, italiani e internazionali: BAUKUH (Italia), OMA (Paesi Bassi), ARUP (Italia), GRIMSHAW(UK) e Kengo Kuma and Associates Europe (FR). Una grande opera di riqualificazione che si va a inserire nella scia di Milano 2030, il prossimo ambizioso obiettivo per una città metropolitana che punta a ricostruirsi un pezzo alla volta, per sempre più sostenibile e attrattiva (sia per i turisti che per gli abitanti). Senza dimenticare contenuti e contenitori culturali.

Negli spazi della nuova sede, pare che siano già disponibili quasi 25 mila mq che ospiteranno alcune lezioni e attività accademiche, tra gli ex magazzini utilizzati anche dalle Poste, con ingresso da via Valtellina 7. Ulteriori 15 mila mq, infine, dovrebbero aggiungersi al completamento. Una scelta, quella dello Scalo, che “non nasce per caso”, come ha affermato Livia Pomodoro, presidentessa dell’Accademia di Brera, al Corriere della Sera. “Ha alle spalle l’accordo di Programma fra il Comune di Milano e le Ferrovie della Stato per la riqualificazione dei dismessi scali ferroviari. Siamo ora al calcio d’inizio ed è in atto un concorso internazionale per la realizzazione del master plan”. Un ampliamento atteso a lungo che ci si auspica possa diventare una svolta per l’offerta formativa di Brera, fin ora assediata da problemi logistici e burocratici. E che possa diventare un nuovo polo culturale per il già vivace panorama milanese. Per quanto riguarda la sede originaria di Via Brera, la stessa Livia Pomodoro ha rassicurato, in una dichiarazione rilasciata al Foglio: “Brera resta Brera e rimarrà lì nei secoli a venire”.

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