Rivoluzione alimentare: stampanti 3D e cibo

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Chi di noi non ha mai desiderato di avere una bacchetta magica capace di materializzare dal nulla una cena completa? Adesso non è più impossibile!

Da pochi anni è, infatti, in via di sperimentazione la stampa 3D, già utilizzata in molti altri ambiti, dal campo medico a quello del design. È chiaro come il mondo del cibo stia cambiando e così anche il modo di cucinare.

Lynette Kucsma è la co-fondatrice di Natural Machines, la società spagnola che ha creato Foodini, una stampante 3d capace di creare piatti complessi partendo da alimenti naturali. Foodini somiglia ad un grande forno a microonde dotato di connessione wifi e display touch screen ma funziona come una stampante 3D. Il sistema necessita di ingredienti freschi ridotti in liquidi, si può scegliere una ricetta dal touch screen e la macchina fa il resto.


Ad esempio immaginiamo di voler preparare dei ravioli. Foodini stamperà prima lo strato di pasta inferiore, il ripieno e lo strato di pasta superiore, impiegandoci al massimo una decina di minuti e senza sporcare.

“Quando le persone hanno sentito parlare per la prima volta di microonde non ne hanno compreso immediatamente la tecnologia, ma ora il 90% delle famiglie ne ha uno in casa” afferma Kucsma “oggi sta accadendo la stessa cosa con la stampa in 3D di alimenti, ma su una scala molto più veloce perché oggi l’innovazione tecnologica avanza molto più rapidamente e noi con lei”.

Lo scorso anno a Londra ha aperto il primo ristorante 3D: FoodInk, in cui tutto, il cibo, i bicchieri, i piatti, le posate e i tavoli, è realizzato con le stampanti 3D. Il menù tecno-gourmet è stato ideato dai master chef Joel Castanye e Mateu Blanche, provenienti dai ristoranti stellati La Boscana in Barcellona e elBulli a Londra.

L’azienda ha in programma di espandere i propri ristoranti 3 D da Londra in altre città del mondo: da Berlino a Dubai, da Seoul a New York. In Italia il locale itinerante dovrebbe essere a Roma e poi a Torino.

Lo chef Fabio Tacchella, consigliere della Federazione Italiana Cuochi, oltre che esperto di nuove tecnologie di cottura e lavorazione degli alimenti, ha commentato così questa nuova tendenza: “Noi cuochi potremo attingere da queste tecnologie, servendocene per esaltare i nostri prodotti e migliorare i nostri piatti, sia nell’estetica che nel gusto. Dopotutto è stato così anche per la nouvelle cuisine: prima poco considerata, poi conosciuta e osannata in tutto il mondo; ci ha insegnato tecniche che hanno contribuito a portare la cucina italiana al top. Potrebbe essere lo stesso anche con questo nuovo format.”

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