Ritrovato in Australia un fossile di una particolare specie marsupiale

0
321

Scoperta dagli scienziati e dagli studiosi della UNSW (University of New South Wales), uno dei più illustri atenei australiani se non il più apprezzato e famoso dello Stato a livello internazionale in quanto la sua reputazione gode della stima delle maggiori menti e istituzioni mondiali il cui rettorato e il campus principale hanno sede a Sydney, capoluogo del Nuovo Galles del Sud, territorio a sud est dell’isola australiana, la nuova specie di leone ha subito incuriosito ricercatori e profani di paleontologia per le caratteristiche uniche dell’antica specie.

University of New South Wales

La scoperta è stata pubblicata sul Journal of Vertebate Paleontology, periodico scientifico bimestrale del tipo peer-review dedicato a ogni aspetto della ricerca sulla zoologia e sulla evoluzione dei vertebrati preistorici oltre che attenta alla pubblicazione di approfondimenti e curati studi sulla paleobiologia, paleoecologia e paleoantropologia e branche affini fondato presso l’Università dell’Oklahoma nel 1980 dal paleontologo ed entomologo statunitense di origine ceca Juri Zidek, rivista edita per i tipi della società internazionale britannica specializzata nella pubblicazioni di libri e giornali accademico scientifici Taylor & Francis Group per conto della SVP (Society of Vertebrate Paleontology), organizzazione professionale fondata negli Stati Uniti nel 1940 per far conoscere e progredire la scienza della paleontologia dei vertebrati in tutto il mondo.

Logo della Society of Vertebrate Paleontology

Se, come sostenuto dalla stessa associazione internazionale la cui missione, secondo la descrizione delle funzioni e degli scopi della SVP che perseguono il fine di

” […] far avanzare la scienza della paleontologia dei vertebrati, di servire gli interessi comuni e facilitare la cooperazione di tutte le persone interessate alla storia, all’evoluzione, all’anatomia comparata e alla tassonomia degli animali vertebrati, nonché la presenza sul campo, la raccolta e lo studio dei vertebrati fossili e la stratigrafia dei letti in cui si trovano”

è il compito educativo, di tutela e di ampliamento delle conoscenze necessarie al progresso scientifico, il ritrovamento dei resti fossili della nuova specie di felinide rinvenuto in Australia non poteva non trovare ampio spazio e grandi delucidazione sulla rivista in questione. Il pezzo, che ripercorre le tappe della scoperta e mette in evidenza le analisi che sono state fatte e che sono tuttora in corso sul mammifero trovato nell’entroterra australiano, articolo scritto e curato da Anna K. Gillespie, Michael Archer e Suzanne J. Hand che è possibile consultare sul sito open source science sci-hub del Journal of Vertebrate Paleontology, mostra molto bene il lavoro analitico dei ricercatori e le competenze impiegate nel campo per cercare di comprendere e determinare le origini e il processo evolutivo del piccolo pseudoleonide.

Ricostruzione grafica del Lekaneleo Roskellyae

Nel lavoro, molto dettagliato e accurato, si denota quanta attenzione è stata messa sugli aspetti biologici e anatomici del felino, la cui peculiarità è quella, come chiaramente esposto nel titolo dell’articolo, di essere un mammifero marsupiale delle dimensioni di un gatto domestico. Risalente a circa tra i 23 e i 15 milioni di anni fa, periodo della sua estinzione, secondo gli esperti questa rara specie di felino dal marsupio appartiene alla famiglia del Thylacoleo, specie estinta di mammifero carnivoro autoctono australiano anch’essa marsupiale dell’ordine Diprotodontia vissuta tra 1,5 milioni e 50mila anni or sono dal Pliocene fino alla fine del Pleistocene, animale imparentato con canguri e koala ma che nonostante il nome non avrebbe stretti legami con il leone se non in rapporto alla dieta e al modo di procacciarsi il cibo.

Ricostruzione grafica del Thylacoleo carnifex

Dall’analisi biologica e della struttura corporea il nuovo felino scoperto, denominato scientificamente Lekaneleo Roskellyae e molto simile al Thylacoleo carnifex anche se diverso per alcune caratteristiche fisiognomiche e di stazza, il nuovo leoncino è infatti più piccolo del suo più stretto cugino il quale fino ad ora rimane il più grande mammifero carnivoro metatero, ossia con marsupio, mai esistito in Australia con i suoi 160 kg di peso corporeo limite, avrebbe abitato la foresta pluviale negli altopiani nord occidentali del Queensland.

Cranio di Thylacoleo

Specie conosciuta e descritta per la prima volta dalla dottoressa Gillespie già dal 1997 e inizialmente classificata quale ramificazione del genere Priscileo, in base ai nuovi sviluppi di ricerca del 2017 e attuali il Lekaneleo è passato prima ad essere stimato come proveniente dal tipo collocato come Wakaleo Pitikantensis e infine sotto la combinazione odierna Roskellyae, epiteto dedicato a Roslyn “Ros” Joan Raw Kelly, membro della Camera dei Rappresentanti australiana dal 18 ottobre 1980 al 30 gennaio 1995 e ministro dei governi di Bob Hawke e Paul Keating, personalità di alto livello estremamente attenta alle politiche ecologiche e sostenibili che nel ruolo di ministro delle arti, dello sport, dell’ambiente, del turismo e dei territori ha sostenuto la ricerca nella zona dei parchi naturalistici e paleontologici dell’Australia e del Queensland nord occidentale in particolare.

Roslyn “Ros” Kelly

Come raccontano i ricercatori che hanno seguito la scoperta nonché autori dell’articolo intitolato Lekaneleo, a new genus of marsupial lion (Marsupialia, Thylacoleonidae) from the Oligocene Miocene of Australia, and the craniodental morphology of L. roskellyae, i resti del mammifero di recentissimo rinvenimento sono stati estratti dall’area di Riversleigh, un sito già noto per i suoi fossili nonché area naturale di interesse archeopaleontologico inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1994 e facente parte del Parco Nazionale Boodjamulla. Date le osservazioni anatomiche dell’esemplare e in particolare gli studi fatti sulla struttura ossea della testa, dei denti e delle mascelle, il Lekaneleo roskellyae, uno dei leoni marsupiali più piccoli mai visti, possedeva denti affilatissimi, in grado di tagliare facilmente le ossa e i tessuti delle sue prede.

Parco di Riversleigh

Si stima che nonostante la piccola stazza, che non doveva superare i 3 kg di massa, la forza comparativa del morso della specie in proporzione alla potenza mascellare rispetto alla taglia e alla possanza muscolare, insieme al più grande Thylacoleo canifex, sia stata la più grande di qualsiasi altro mammifero conosciuto per parità di rapporto forza peso riuscendo ad abilitarsi come il tipo di predatore capace di uccidere animali anche più grandi di se stesso. Non disdegnando ogni tipo di tattica predatoria, similmente alla pantera, tecnicamente è un predatore da agguato arboreo, evidenza stabilita sulla base delle caratteristiche morfologiche della specie. Per quanto riguarda la taglia se la batte con un altro leone marsupiale di origini australiane della grandezza di uno scoiattolo risalente a 18 milioni di anni fa la cui scoperta è saltata alle cronache verso la fine di agosto del 2016, anch’esso, come il suo rivale, trovato nella Riversleigh World Heritage Area, una delle quattro grandi zone più ricche di fossili esistenti al mondo.

Ricostruzione grafica del Microleo attenboroughi

Chiamato Microleo attenboroughi in onore di Sir David Frederick Attenborough, famoso naturalista e conduttore televisivo britannico di documentari naturalistici e florafaunistici per la BBC e in riconoscimento dell’impegno e della diffusione da lui profusi per la conoscenza del parco naturale del Riversleigh, il piccolo marsupiale, anche esso appartenente ai Thylacoleonidae, pesava grossomodo solamente 600 grammi. Sulle conclusioni dell’analisi osteometrica del Lekaneleo, Suzanne Hand oculatamente precisa:

“L’adattamento evoluzionistico più interessante è il premolare allungato e affilato del felino, una caratteristica straordinaria per un mammifero carnivoro”

Evidentemente è questa una chiave fondamentale per comprendere la discendenza del Lekaneleo, il quale non si sarebbe originato direttamente dai parenti degli attuali felini del genere leonide e pantera, ma dal ramo a lui più vicino dei progenitori degli odierni marsupiali australiani, la stragrande maggioranza dei quali erbivori.

Alfred Wegener, teorico della deriva dei continenti

Questo dimostra quanta è lunga e duratura la storia degli animali da marsupio in Australia e quanta varietà ed unicità esiste fra le specie zoologiche isolane che, in molti casi, hanno unificato le loro caratteristiche genotipiche e fenotipiche rappresentate dal marsupio per meglio adattarsi agli ambienti. Una tale constatazione, che di conseguenza si associa alla deriva dei continenti e alla branca della geologia, è l’ulteriore riprova a dimostrazione di quanto si commetta un grosso errore di valutazione a pensare la paleontologia come scienza a sviluppo esclusivamente interno, autocentrico e unilaterale. La scoperta e i rilevamenti sul Lekaneleo non hanno fatto, quindi, semplicemente avanzare le conoscenze tassonomiche denunciando l’esistenza di una nuova specie, hanno piuttosto permesso anche di fungere da collante tra le scienze naturali a volte bistrattate sul piano delle scoperte paleontologiche nei confronti di un approccio ancor più teorico delle stesse.

Commenti