Ritrovamento fossile di 5000 anni: increduli gli artefici

Per gli scienziati è come "una finestra sulla storia"

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ritrovamento fossile

Il ritrovamento di un fossile a ovest della costa di Bangkok ha dell’incredibile. Infatti, un gruppo di volontari si è imbattuto per caso in quella che potrebbe essere una scoperta storica: uno scheletro quasi perfettamente conservato di 5000 anni fa. Ecco quanto riferito sulla scoperta.

Ritrovamento fossile: di cosa si tratta?

Il ritrovamento dello scheletro quasi perfettamente conservato in Thailandia ha dell’incredibile. Infatti, secondo gli esperti potrebbe trattarsi di un animale vissuto tra i 3.000 ai 5.000 anni. Le agenzie locali riferiscono che la scoperta sia avvenuta ai primi di novembre quando un gruppo di subacquei amatoriali si è imbattuto nei resti. Più precisamente, lo scheletro è stato localizzato a circa 12 km dalla costa a ovest di Bangkok, al largo di Samut Sakhon. Come è facile immaginare, la scoperta ha entusiasmato il mondo scientifico. Vediamo perché.

Qualche dettaglio in più

A seguito dei primi rilievi, gli esperti hanno ipotizzato che possa trattarsi dei resti fossili di una balena di Bryde. Questi cetacei, oggi specie protetta, vivono ancora al largo della Thailandia e in acque temperate e tropicali. Pertanto, il ritrovamento dello scheletro di balena di 12 m di lunghezza di 5000 anni fa è stato un regalo inaspettato per i biologi marini. Per gli scienziati, infatti, sarà come “una finestra sul passato“.

Le aspettative dei biologi

Gli esperti sono entusiasti e sperano che la scoperta rilanci la ricerca scientifica sulla biodiversità marina. Alla BBC il ricercatore sui mammiferi Marcus Chua della National University di Singapore ha spiegato che si tratta di “una scoperta rara“. E ha aggiunto: “Ci sono pochi fossili subacquei di balene in Asia” e ancor meno se ne trovano “in condizioni così buone“. Infatti, le immagini condivise dal ministro dell’ambiente thailandese Varawut Silpa-archa mostrano uno scheletro ben conservato e quasi perfettamente intatto.

Il recupero dei resti

Come riferiscono le autorità, i sommozzatori hanno recuperato finora oltre l’80% dei resti fossili del cetaceo tra cui vertebre, costole, pinne e una scapola. Ad ogni modo, l’operazione richiederà del tempo e non solo per non rischiare di danneggiarne i resti. I sommozzatori, infatti, dovranno risolvere anche questioni logistiche. Ad esempio, solo il cranio dell’animale è lungo circa 3 metri. Senza considerare il peso.

I prossimi studi

Secondo il biologo Marcus Chua, il ritrovamento consentirà di scoprire qualcosa in più sulla specie e sulla sua evoluzione. In particolare, sarà l’occasione per studiare le differenze tra le balene di Bryde preistoriche e i cetacei di oggi. Inoltre, lo scheletro fornirà informazioni preziose sulle “condizioni paleobiologiche e geologiche” dell’epoca “compresa la stima del livello del mare, i tipi di sedimenti e le comunità biologiche che popolavano l’area in quel momento“.

Il ritrovamento del fossile per i biologi

Come chiarisce Chua “questa scoperta aprirà una finestra sul passato” specialmente dopo che le ossa saranno datate con precisione. Nei prossimi giorni, infatti, gli esperti sottoporranno i resti al carbonio per determinarne con esattezza l’età. Probabilmente, i primi risultati arriveranno per dicembre. Ad ogni modo, il ritrovamento conferma il valore scientifico del golfo thailandese. Infatti, Chua è convinto che negli ultimi 10.000 anni l’area abbia rivestito un’importanza fondamentale per la vita sul Pianeta. Soprattutto, in considerazione dell’attività tettonica nel golfo che a suo modo ha influenzato l’attuale ecosistema.

Le immagini della scoperta


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Probabilmente, futuri aggiornamenti saranno pubblicati qui.

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