Risvolti per il prossimo inverno: artico senza ghiaccio avremo ripercussioni meteo

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Risvolti per il prossimo inverno

Risvolti per il prossimo inverno. Artico senza GHIACCIO in Siberia occidentale: ripercussioni meteo

Luglio è stato caratterizzato da una fusione molto pesante del ghiaccio marino artico nelle regioni siberiane. Nei settori occidentali il mare di Laptev sarà totalmente privo di ghiaccio entro questo mese, mentre il resto dell’Oceano Artico si sta già preparando per la fase stagionale segnata dal tasso di scioglimento più elevato, ovvero al periodo che va da agosto a settembre. Quindi questo inverno sarà pieno di Risvolti per il prossimo inverno

Per quanto riguarda l’estensione del ghiaccio artico nel 2020 è bene ricordarsi che è stata la seconda più bassa dietro al 2012, anno che detiene tutt’oggi il record dell’estensione più bassa dall’inizio delle misurazioni satellitari.

Gli ultimi dati disponibili ci dicono che l’estensione del ghiaccio marino, rispetto alla media a lungo termine, mostra i maggiori deficit nelle regioni siberiane del Mare di Laptev, del Mare di Kara e anche del Mare di Barents e del Mare del Labrador.

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L’attuale estensione è di poco superiore a 6,5 ​​milioni di chilometri quadrati, ovvero circa 1,8 milioni di chilometri quadrati al di sotto della media a lungo termine. E’ un valore di mezzo milione di chilometri quadrati più grande rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel 2020, tra fine luglio e metà agosto, ci fu un rallentamento del processo di fusione.

Il mare di Laptev è il tratto che si sta fondendo a un ritmo record, qui lo scioglimento del ghiaccio marino è iniziato presto ed è attualmente alla sua seconda estensione più bassa per questo periodo dell’anno. Secondo le proiezioni dovrebbe liberarsi dal ghiaccio entro questo mese e sarebbe la terza volta negli ultimi 42 anni. Potrebbe raggiungere tale record prima di metà agosto, se così fosse si tratterebbe della fusione più precoce di sempre.

Ovviamente c’è già chi ipotizza ripercussioni meteo climatiche su larga scala, quindi nell’emisfero settentrionale, ma è prematuro parlarne. Diciamo che, considerando che potrebbe esserci nuovamente La Nina, potremmo andare incontro a un Inverno – a livello circolatorio – simile al 2020/2021.

Fonte: Meteo Giornale