Ristoranti con nomi “mafiosi”: una moda all’estero

Ristoranti dai nomi tristemente evocativi come "Il Padrino" o "Corleone" sono diffusi all'estero, ma se ne trovano anche in Italia.

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Ristoranti con nomi

I ristoranti con nomi “mafiosi”, come Il Padrino o Cosa Nostra, sono piuttosto diffusi all’estero, ma se ne trovano alcuni esempi anche in Italia. Una moda di cattivo gusto e tuttavia dura a morire, nonostante negli anni abbia suscitato diverse polemiche.

Già cinque anni fa, l’associazione Coldretti parlava di una “mobilitazione nazionale di migliaia di agricoltori a difesa del Made in Italy, dove sono stati mostrati gli esempi più scandalosi di prodotti agroalimentari, venduti in Italia, in Europa e nel mondo, con nomi che richiamano gli episodi, i personaggi e le forme di criminalità organizzata più dolorose e odiose”. Tra i prodotti citati, il sugo americano Wicked Cosa Nostra o il sito di cucina mamamafiosa, oggi scomparsi. Ma anche il libro Cooking The Mafia, ancora in commercio.

Perché i ristoranti con nomi “mafiosi” continuano a proliferare all’estero?

Evidentemente all’estero la mafia è percepita più come un fenomeno di costume, quasi folkloristico, che come un problema reale. Uno straniero fa più fatica a comprendere la portata della sofferenza e dei problemi che la criminalità organizzata crea, ancora oggi, in Italia. Pertanto, i ristoranti con nomi “mafiosi” non vengono percepiti come offensivi.

Locali dai nomi tristemente evocativi come Cosa Nostra, Il Padrino o Wagyu Mafia (in Giappone) non ottengono le stesse reazioni che susciterebbero da noi. Al contrario, i riferimenti alla criminalità organizzata vengono, spesso, usati come mossa di marketing. Negli USA, per esempio, è facile imbattersi in blog che consigliano i ristoranti frequentati dai bossi mafiosi, o addirittura i locali dove sono morti. Perfino la figlia del tristemente celebre boss Totò Riina, aprì in Francia un ristorante chiamato Corleone by Lucia Riina; locale che, però, ha chiuso nel 2020.

Ristoranti con nomi “mafiosi” in Italia

Tuttavia, anche in Italia è possibile trovare ristoranti con nomi “mafiosi”, soprattutto al nord. Al sud, per ovvi motivi, il problema è più sentito, e tali riferimenti sono considerati di pessimo gusto. Interpellati sull’argomento, i gestori del profilo Instagram Italians Mad at Food hanno dichiarato: “Alcuni ci ridono sopra. Considerano questo essere stereotipati come ‘pizza, mafia, mandolino’ come qualcosa su cui passare oltre, scherzandoci sopra. Altri, invece, prendono la cosa molto seriamente. Soprattutto, ma non solo, chi vive in Meridione”.

Ma cosa dice la legge?

L’opinione della legge in merito non è del tutto chiara. Nel 2019, la Corte di Giustizia dell’UE ha sancito che il franchising spagnolo La Mafia se sienta a la mesa non poteva utilizzare il marchio in quanto “banalizza l’organizzazione criminale italiana” e “è contrario all’ordine pubblico”. Tuttavia, nel 2021, la catena di ristoranti porta ancora lo stesso nome. È difficile sperare in un cambio di sensibilità da parte di ristoratori e consumatori, quando nemmeno una sentenza dell’Unione Europea è riuscita a cambiare le cose.