Ristorante Mirazur sul podio dei The World’s 50 Best Restaurants 2019

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il ristorante italiano Mirazur è al primo posto tra i 50 migliori ristoranti del mondo

Il Mirazur è stato nominato The World’s Best Restaurant 2019, sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna. Lo chef Mauro Colagreco succede allo chef italiano Massimo Bottura che è entrato con gli altri vincitori delle passate edizioni nella speciale lista “Best of the best”.

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il ristorante italiano Mirazur è al primo posto tra i 50 migliori ristoranti del mondo

La lista del 2019 include ristoranti situati in 26 Paesi di tutto il mondo. Presenta 12 ristoranti esordienti e 3 che ritornano sulla lista del “Best of the best”. L’Italia figura con 2 ristoranti fra i primi 50: il Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba in 29° posizione e Le Calandre di Max e Raffaele Alajmo a Rubano 31° in posizione.

Nella 51° posizione si trova il ristorante Reale di Niko Romitoa Castel di Sangroe 66° posizione ( new entry ) per il ristorante Uliassi di Mauro Uliassi a Senigallia. Ottima performance anche per Riccardo Camanini con il suo Lido 84 a Gardone Riviera ( new entry ) premiato con il “One to watch award” ovvero il ristorante da tenere in considerazione,ora in 78° posizione.

Miglior chef donna 2019 è Daniela Soto-Innes, origini messicane per la chef che ha conquistato New York. Mentre miglior Pastry chef un’altra donna, la francese Jessica Préalpato che lavora con Alain Ducasse.

The winner of the Miele One To Watch Award is Lido 84, Gardone Riviera, Italy, the award is presented by Dr. Axel Kniehl, Miele

Il Mirazur ha conquistato la vetta

Il Mirazur ha scalato dunque la cima passando dalla posizione No.3 nel 2018. Nel 2017 il ristorante si era classificato al 4° posto nella lista. Il Mirazur di Colagreco è affiancato sul podio dal Noma (No.2) a Copenaghen (Danimarca) e dall’Asador Etxebarri (No.3) ad Atxondo (Spagna). Il riconoscimento conferito al Mirazur, situato su una Costa Azzurra mozzafiato, è una testimonianza dell’amore che lo chef Colagreco nutre per i prodotti locali. La maggior parte di questi sono coltivati nel giardino a tre piani del ristorante, a pochi metri dalla sala da pranzo.

William Drew, il direttore dei contenuti di The World’s 50 Best Restaurants, ha commentato: “Quest’anno siamo entusiasti di vedere il Mirazur aggiudicarsi il primo posto, dopo essere salito dal posto No.35 nella classifica dal suo debutto nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants nel 2009. Assistere al suo progresso è stato fantastico. Questo è stato un anno di crescita meravigliosa per l’intera lista, con così tante nuove entrate da tutti gli angoli del mondo. Siamo altrettanto lieti di dare il benvenuto ai sette ristoranti che in precedenza hanno occupato la posizione No.1 nella nuova categoria Best of the Best”.

Altri due ristoranti italiani nella lista

L’Italia è rappresentata nella lista di quest’anno da due ristoranti. Il Lido 84, vincitore del premio Miele One To Watch 2019 ,si è posizionato nella lista estesa al No.78. Piazza Duomo ad Alba si posiziona al No.29, mentre solo due posti più in basso si trova Le Calandre di Rubano. L’Osteria Francescana, che nel 2018 vinse il titolo di The World’s Best Restaurant, è quest’anno ascesa alla categoria Best of the Best.

Il Lido 84 a Gardone Riviera (Italia) si aggiudica il Miele One To Watch Award, premio che celebra una stella nascente tra i ristoranti di tutto il mondo presenti nella classifica ampliata, un ristorante che possiede il potenziale per fare la differenza nelle classifiche dei prossimi anni. Adesso è al 78° posto, ma chissà dove arriverà nelle classifiche future.

Lo chef Massimo Bottura, presente la sera della celebrazione, ha anche partecipato agli eventi #50BestTalks: Kitchen Karma, presentato da Miele, e al Food Meets Future. Un evento sul futuro della gastronomia organizzato in occasione del 120° anniversario dello sponsor principale S.Pellegrino.

Gli altri ristoranti

La Spagna è in prima linea con i suoi sette ristoranti presenti nei The World’s 50 Best Restaurants. Tre di questi sono nella top 10: l’Asador Etxebarri (No.3), il Mugaritz (No.7), e il Disfrutar (No.9). Fuori dalla top 10 per poco, l’Azurmendi (Larrabetzu) ha saltato 29 posti fino ad arrivare al No.14 per vincere il Westholme Highest Climber Award 2019.

Anche la Francia è rappresentata da cinque ristoranti di tutto rispetto che figurano nella top 50. L’Arpège (No.8), il Septime (No.15), l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16), l’Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (No.25), così come il Mirazur. Gli Stati Uniti contano sei ristoranti nella lista, tra cui il Cosme (No.23), guidato dal The World’s Best Female Chef 2019, Daniela Soto-Innes. Vi sono in più due nuove entrate: l’Atelier Crenn (No.35) e il Benu (No.47), entrambi a San Francisco (California).

Quest’anno la Danimarca vanta due dei primi cinque riconoscimenti per la nuova incarnazione del Noma (No.2) e per il Geranium (No.5), entrambi siti a Copenaghen.

Anche il Perù è tra i primi dieci posti nella lista con ristoranti di Lima, tra cui vi sono il Central (No.6), ancora una volta votato come The Best Restaurant in South America, e il Maido (No.10). Il Messico vanta anche due posti al vertice della lista, tra cui il Pujol (No.12), nominato The Best Restaurant in North America, e il Quintonil (No.24), entrambi siti a Città del Messico.
Anche il Regno Unito, l’Italia, il Giappone, la Cina, la Thailandia e la Russia sono rappresentati da due ristoranti nella lista.

I premi all’ospitalità e alla sostenibilità

Il Den di Tokyo (No.11) ha vinto il premio The Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle. Il ristorante è molto apprezzato per il suo approccio olistico nel servire gli ospiti, dal momento in cui si siedono a tavola fino al momento in cui concludono il loro pasto. Tra i ristoranti asiatici vi sono anche il Gaggan (No.4) di Bangkok, nominato The Best Restaurant in Asia, e l’Odette (No.18) dalla città ospitante di Singapore. Il The Test Kitchen (No.44), sito a Città del Capo, è stato nominato The Best Restaurant in Africa.

Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau, Svizzera (No.50), si aggiudica il Sustainable Restaurant Award 2019. Questo premio è stato aggiudicato attraverso un’ispezione indipendente condotta dalla Food Made Good Global, divisione internazionale della Sustainable Restaurant Association. Questa valuta le strutture nella lista di 120 ristoranti che si auto-nominano per il premio sulla base di criteri di sostenibilità stabiliti.

I titoli come miglior chef e capo pasticciere

Alain Passard dell’Arpège di Parigi (No.8) vince il Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm. Sono i migliori chef del mondo presenti nella lista a votare per il prestigioso riconoscimento. Dopodiché viene assegnato a un collega che abbia ricoperto un ruolo decisivo nel mondo della ristorazione nell’ultimo anno.

L’American Express Icon Award, nuovo titolo del 2019, è stato conferito allo chef e filantropo spagnolo José Andrés, residente negli Stati Uniti. Questo prestigioso riconoscimento celebra un personaggio che ha apportato un contributo eccezionale al mondo della ristorazione nel corso della propria carriera fino a oggi, la cui portata va ben oltre l’ambito culinario.

Jessica Préalpato, capo pasticciere presso l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16) a Parigi, riceve il The World’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Sosa. L’etica innovativa di Préalpato si basa sulla creazione di dolci naturali con prodotti di stagione dal sapore deciso, ma a basso contenuto di zuccheri e grassi.

Il processo di votazione

La società di consulenza professionale Deloitte aggiudica in modo indipendente la lista dei The World’s 50 Best Restaurants. Questo controllo assicura la protezione dell’integrità e dell’autenticità della votazione e della lista dei The World’s 50 Best Restaurants 2019 che viene così creata. La lista è votata da oltre 1000 esperti internazionali del settore della ristorazione e da gourmet che hanno viaggiato molto che formano la The World’s 50 Best Restaurants Academy. L’Academy comprende 26 regioni separate nel mondo, e ognuna ha 40 votanti con un presidente. Nessuno degli sponsor dell’evento ha alcuna influenza sulla votazione.

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