Risparmio energetico: sistemi di riduzione dei consumi

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Nella definizione di risparmio energetico, le tecniche di diminuzione dei consumi, per le attività umane indispensabili. In origine, il termine energia nasce nel significato filosofico di Aristotele, tra le differenze dalla potenza e capacità della materia. In verità, la concezione di energia matura nei secoli, con leggi sperimentali empiriche.

A fronte di ciò, l’osservazione dei fenomeni in molteplici ambiti, dalla chimica alla fisica, fino alla biologia e molti altri. Attraverso una diagnosi energetica, la soluzione agli sprechi sui consumi e l’impiego di tecniche d’intervento, con un’efficienza adeguata dell’energia.

Risparmio energetico: cosa s’intende per efficienza energetica?

Per la scienza che studia i fenomeni naturali ed il campo dell’ingegneria meccanica, un comune parallelismo, dove l’efficienza energetica trova riferimento, nel valore percentuale tra 0 e 100. Mentre la potenza uscente e di entrata nel sistema energetico rappresenta per entrambe, la medesima unità di misura.

Durante lo scorrere del tempo, quando le due parti esprimono una potenza uguale, si ha un’efficienza istantanea. Di fatto, una situazione in cui un regime costante, non causa alcuna dispersione di energia.

Secondo gli esperimenti del fisico James Joule, le perdite dei consumi energetici tramutano in calore, nei dispositivi ambientali, con l’eliminazione dello stesso all’esterno. A fronte di ciò, entrambe le energie possono essere meccaniche, elettriche, oppure distintamente nelle due modalità ognuna.

Risparmio energetico: cosa rappresenta l’energia primaria?

Per la misurazione dell’energia, il punto di prelievo o POD, per giungere alla destinazione d’uso, della sua trasformazione. Nel caso di energia elettrica, la provenienza arriva dalle centrali di combustibili fossili. Da qui, la definizione universale di efficienza energetica primaria, dell’impiego di materiali combustibili, nell’ottenimento del processo finale.

Tuttavia, è possibile che durante il procedimento di trasformazione della fase conclusiva, avvenga l’utilizzo di energia elettrica, insieme ai combustibili fossili. Nella stima dei valori medi, sui consumi delle riserve idroelettriche, le situazioni mutano a seconda delle condizioni climatiche.

Inoltre, la produzione elettrica delle centrali fossili garantisce il fabbisogno di richiesta nazionale, tra cui diverse fuel mix, ovvero differenti fonti. A fronte di ciò, le istituzioni nazionali impongono un valore medio di conversione dello 0,187 x 10ˉ³ tep/kWh, per la qualifica di efficienza energetica (TEE).

I rimedi agli sprechi dei consumi elettrici

Durante l’analisi valutativa, sulla procedura della diagnosi energetica, il risultato dei consumi reali e se necessario, anche l’intervento per un aumento dell’efficienza dell’energia. Attraverso le normative vigenti UNI CE/TR 11428:2011, i requisiti di diagnosi energetiche, per la documentazione obbligatoria, del rapporto tecnico.

Di fatto, un obbligo di certificazione energetica ad ogni sistema, vettore di energia e per tutte le destinazioni d’uso, tranne per edifici, trasporti e processi produttivi. Invece in Italia, le disposizioni normative di certificazione dell’Energy Service Company, dell’UNI CEI 11352.

Tra i sistemi di risparmio energetico, la sostituzione di lampadine a incandescenza, con quelle fluorescenti. Di fatto, la medesima emissione di apporto energetico ed in alternativa l’utilizzo delle lampade LED, con un consumo del 20% rispetto alle prime.

Da qui, non solo un cambio tecnologico, ma anche la sostituzione di tutte le sorgenti fluorescenti non a norma, con quelle ad alta efficienza di 100 lumen di watt e maggiori. Per il risparmio sul riscaldamento degli edifici, la preferenza a valvole termostatiche e cronotermostati, con le caldaie a condensazione.