Risorse idriche insufficienti per 3 miliardi di persone

L'Organizzazione delle Nazioni Unite lancia l'allarme: entro il 2050 la scarsità d'acqua potrebbe colpire una persona su quattro

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Le risorse idriche non coprono il fabbisogno umano a livello mondiale. Questo risulta dal rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che lancia l’allarme. Secondo le stime, oltre 3 miliardi di persone al mondo soffrono per la carenza d’acqua. Ma quali sono le aree più colpite? E soprattutto cosa sta facendo la comunità internazionale per porvi rimedio? Vediamolo insieme.

Risorse idriche insufficienti: quali le conseguenze?

Le risorse idriche sono insufficienti ma non per la loro scarsità. Piuttosto, la causa è dovuta alla gestione che ne viene fatta. Ad ogni modo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ritiene che il modo con cui si affronterà il problema influenzerà anche la risposta alla crisi climatica globale. Lo scorso giovedì, infatti, l’Organizzazione ha lanciato l’allarme: “Entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile“. Il rischio, infatti, è che in futuro miliardi di persone dovranno affrontare fame e carestia per il cattivo uso delle risorse idriche. Ma vediamo nel dettaglio la situazione a livello mondiale.

La situazione mondiale

Preoccupano i dati raccolti. Infatti, la quantità d’acqua dolce disponibile per persona è diminuita di un quinto negli ultimi vent’anni. Dunque, oltre 3 miliardi di persone non hanno riserve idriche sufficienti a soddisfare i loro fabbisogni. Attualmente, circa 1 miliardo e mezzo di persone soffre per la grave carenza d’acqua o siccità. Secondo l’ONU ciò sarebbe imputabile a una combinazione di crisi climatiche, aumento della domanda e cattiva gestione delle risorse. Tuttavia, l’Organizzazione assicura che sarebbe già possibile un intervento per arginare il problema. Come? Sfruttando le risorse a disposizione. Ma vediamo le cause nel dettaglio.

Le principali cause della scarsità di risorse idriche

Il nostro pianeta possiede sufficiente acqua potabile“. Questo quanto ha rilevato l’indagine ONU. Eppure, “A causa di infrastrutture scadenti o cattiva gestione economica, ogni anno milioni di persone, di cui la gran parte bambini, muoiono per malattie dovute ad approvvigionamento d’acqua, servizi sanitari e livelli d’igiene inadeguati“. Inoltre, “La carenza e la scarsa qualità dell’acqua, assieme a sistemi sanitari inadeguati, hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, sulle scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie povere di tutto il mondo“. A tal proposito è intervenuto il direttore generale per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Qu Dongyu.

Il problema delle risorse idriche secondo il direttore FAO

Dobbiamo prendere seriamente sia il problema della scarsità sia della carenza d’acqua” ha dichiarato Dongyu. Il direttore ha spiegato come la scarsità sia dovuta allo “squilibrio tra domanda e offerta di risorse di acqua dolce“. Infine ha aggiunto: “I problemi della scarsità d’acqua, soprattutto in agricoltura, devono essere affrontati immediatamente e con coraggio“. Ma vediamo su quali dati si è basata l’Organizzazione.

Risorse idriche in cifre

  • Nonostante dal 1990 al 2015 la popolazione mondiale con accesso a migliori fonti di acqua potabile sia salita dal 76 al 91% (circa 2,6 miliardi), almeno 663 milioni di persone ne sono ancora sprovviste.
  • Purtroppo, la scarsità d’acqua colpisce più del 40% della popolazione globale, con quasi 2 miliardi di individui che vivono in bacini fluviali dove il consumo delle risorse eccede la rigenerazione. E la stessa cifra riguarda persone che usano fonti contaminate da escrementi.
  • Inoltre, più dell’80% delle acque reflue da attività umane viene scaricato in mari o fiumi senza sistemi di depurazione.
  • Ancora peggiori le stime sulla mortalità infantile dovuta a scarsità d’igiene: infatti, ogni giorno circa 1000 bambini muoiono per malattie diarroiche altrimenti prevenibili.
  • Infine, inondazioni e altre calamità sono responsabili del 70% dei decessi causati da disastri naturali.

Qualche dato in più

L’indagine ha evidenziato come la siccità abbia reso inservibili pascoli e terreni coltivati con una media di una volta ogni tre anni. A pagarne le conseguenze sono stati soprattutto i 50 milioni di abitanti dell’Africa subsahariana. Attualmente, la siccità colpisce oltre un decimo dei terreni coltivati e il 14% dei pascoli. A fronte di ciò, l’agricoltura rappresenta il 60% della produzione globale e interessa l’80% della terra coltivata. Eppure, oltre il 60% delle terre coltivate è sottoposta a stress idrico. Ma come intervenire?

Le cause secondo la FAO

Secondo la FAO, i problemi legati alla scarsità delle riserve idriche derivano soprattutto dal mondo in cui esse vengono sfruttate. Basti pensare che anche un’irrigazione scorretta possa essere uno spreco d’acqua. E a maggior ragione se comporti l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, come le falde acquifere sotterranee. Oltretutto, anche la cattiva gestione delle risorse danneggia l’agricoltura. Questo accade, ad esempio, alle aziende agricole a valle quando i corsi d’acqua siano prosciugati dall’irrigazione a monte.

Lo sfruttamento delle risorse idriche è sostenibile?

La risposta è non più. O non con tale intensità. Negli ultimi anni, infatti, l’energia idrica si è confermata la più importante fonte di energia rinnovabile, nonché la più sfruttata. Ad esempio, solo nel 2011 ha rappresentato circa il 16% della produzione elettrica totale mondiale. Mentre il 70% dell’acqua estratta da fiumi, laghi e acquedotti è impiegata per irrigare gli impianti agricoli intensivi.

Cosa propone l’ONU?

Il direttore Qu Dongyu ha riferito che l’Organizzazione spera di eliminare il problema della malnutrizione e creare nuovi accessi di acqua potabile nel prossimo futuro. Al momento, però, le azioni intraprese (anche nel settore agricolo) si sono dimostrate insufficienti. Pertanto, si dovranno intensificare gli sforzi per migliorare le pratiche agricole e gestire equamente le risorse. Di certo, la comunità internazionale non potrà ritenersi esente. Vediamo quali saranno i traguardi per i prossimi anni.

Risorse idriche: i 5 obiettivi principali ONU

  • Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all’acqua potabile che sia sicura ed economica per tutti.
  • Ottenere entro il 2030 l’accesso ad impianti sanitari e igienici adeguati ed equi per tutti e porre fine alla defecazione all’aperto, prestando particolare attenzione ai bisogni di donne e bambine e a chi si trova in situazioni di vulnerabilità.
  • Migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale.
  • Aumentare considerevolmente entro il 2030 l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua in ogni settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile, per affrontare la carenza idrica e ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che ne subisce le conseguenze.
  • Implementare entro il 2030 una gestione delle risorse idriche integrata a tutti i livelli, anche tramite la cooperazione transfrontaliera, in modo appropriato.

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Per il rapporto ONU clicca qui.

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