Riscoperta basilica romana di 2000 anni fa in Israele

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La gloriosa antica Roma continua a far parlare di sé e a meravigliarci nonostante i secoli che ci separano. È di questi giorni la notizia di una nuova scoperta. In Israele, a Ashkelon, gli archeologi hanno rinvenuto una basilica romana di circa 2000 anni fa e fondata da re Erode il Grande.

La storia nella storia

La basilica, in realtà, era già stata scoperta negli anni ’20 da Jhon Garstang, noto archeologo britannico, ma ritenne giusto ricoprire gli scavi per preservare la scoperta. La spiegazione ci è prontamente data dalla dott.ssa Rachel Bar Nathan, direttrice degli scavi dell’IAA (Israel Antiquities Authority), insieme a Saar Ganor e Federico Kobryn. L’archeologo scavò in quella zona tra il 1920 e il 1921 mentre era anche a capo della British School of Archaeology a Gerusalemme. L’area non ha rivisto in campo gli archeologi fino a pochi anni fa, cioè da quando le autorità hanno deciso di valorizzare il parco in cui sono custoditi i reperti. “Garstang aveva già calcolato le dimensioni dell’edificio. Vedendo i resti delle colonne di marmo, realizzate con materiali importati dall’Asia Minore, aveva suggerito che la basilica risalisse all’epoca del re Erode il Grande, poiché lo storico Giuseppe Flavio descrisse come il re costruì una sala colonnata e altre strutture in città”, ha detto Bar Nathan


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La basilica nell’epoca romana

La basilica, situata in prossimità del mare, fungeva in principio da edificio pubblico ed era suddiviso in 3 sezioni: un salone principale e due parti laterali. Gli studiosi sostengono che la sala principale fosse circondata da imponenti colonne di marmo alte fino a 13 metri. Queste erano ornate con capitelli elaborati, con motivi vegetali e in alcuni casi un’aquila, un simbolo distintamente romano. L’intuizione di Garstang sulla datazione del sito trova conferma anche grazie al ritrovamento di alcune monete risalenti all’epoca del re Erodo. La scoperta invece effettuata ai giorni nostri è che le opere più importanti e imponenti come sculture e colonne sono state realizzate successivamente, tra il II e il III secolo d.C. durante l’impero si Settimio Severo. In epoca romana l’edifico non era utilizzato per fini religiosi, bensì per funzioni civiche, cause giudiziarie e per il commercio. La causa della distruzione della basilica è un terremoto nel 363 d.C. Riutilizzarono i resti nei periodi abbaside e fatimide, VIII-XII secolo d.C.,per costruire impianti industriali nell’area.

Il Parco Nazionale di Tel Ashkelon oggi

L’IAA sta procedendo tutt’ora con le operazioni di restauro e conservazione dei resti scoperti, compreso un piccolo Odeon (teatro). Le operazioni sono iniziate nel 2016 in ambito di un progetto congiunto dell’INPA, del Comune di Ashkelon e della Fondazione Leon Levy. L’intento è quello di sviluppare l’area e renderla così accessibile al pubblico. Le organizzazioni stanno anche procedendo con la realizzazione di un itinerario, appositamente ideato per i visitatori, per toccare i principali luoghi simbolici quale una porta cananea ad arco. “Il Parco Nazionale di Tel Ashkelon combina un affascinante sito di antichità con risorse naturali uniche, caratteristiche delle dune della pianura costiera. È stato il primo parco nazionale ad essere dichiarato in Israele negli anni ’60. Da allora è in continua evoluzione e rinnovamento a beneficio dei visitatori di tutto il paese”. Questa è la dichiarazione di Shaul Goldstein, CEO dell’INPA, in un comunicato stampa.