Ripristinato il sentiero colombiano in Liguria

Lungo la mulattiera percorsa dalla famiglia Colombo, un viaggio tra natura e storia

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Riapre il “sentiero colombiano”, davvero magnifico, tra Moconesi, entroterra genovese, e Quinto, quartiere del Levante di Genova.

Le radici storiche del sentiero colombiano

Sviluppato in circa 20 km, il cosiddetto “sentiero colombiano” ripercorre l’antica via seguita dalla famiglia degli avi di Cristoforo Colombo, quando si trasferirono a Genova.

Infatti, originari della Val Fontanabuona, lingua di terra che corre alle spalle della costa tra Genova e Chiavari, la famiglia Colombo era approdata a Quinto.

Questo, tra l’altro, ha fatto sì che molte fossero le ipotesi sulla loro permanenza e alloggiamento in questo quartiere.

Il primo ripristino di questo percorso si pone così come proposta per turisti e genovesi di riscoperta di un territorio e delle sue radici spesso dimenticati.

I lavori al sentiero

In questa ottica si è così avviato un lavoro di recupero volto, da un lato, alla pulizia e messa in sicurezza del sentiero, anche con le segnalazioni necessarie, dall’altro a fornirlo di cartelli informativi sull’area.

Infatti, dopo che era stato sistemato e riproposto nel 1992, in occasione delle manifestazioni “Colombiane” per i 500 anni dalla scoperta dell’America, con il tempo il sentiero era stato abbandonato.

I pregi di questo sentiero

La mulattiera che collega l’entroterra alla costa, passando attraverso il crinale del monte, lungo la via del monte Fasce, offre innanzitutto panorami unici.

Sono poche, infatti, le regioni che possono vantare una tale vicinanza tra i monti e il mare, quasi da farne un tutt’uno.

Al panorama mozzafiato, poi, si possono aggiungere i siti storici che meritano una sosta.

Tra questi val la pena ricordare le cave di ardesia, da sempre fonte di lavoro in queste zone.

Ma anche da non perdere i resti di un antico hospitalis,https://www.ilnerviese.it/quinto-ripristinato-litinerario-storico-colombiano/ segno delle frequentazioni che si avevano in quest’area di transito.

Tutto questo anche a testimonianza dell’antico nome della mulattiera, “via dell’ardesia” o “via del pane”, a far memoria del passaggio delle lastre di ardesia dirette verso la costa.

In queste sette ore di percorso, che diventano nove se si seguono le varianti, https://www.ilnerviese.it/quinto-ripristinato-litinerario-storico-colombiano/si ha così la possibilità di comprendere le reali difficoltà della vita dei nostri avi.

Un percorso naturalistico, quindi, che però non perde di vista il forte legame storico.

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