Riorganizzazione nelle aziende agricole: la vendita diretta

Ecco i vantaggi che le aziende agricole hanno saputo trarre da una loro riorganizzazione del sistema di vendita.

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Riorganizzazione nelle aziende agricole

La situazione economica attuale ha portato ad una riorganizzazione delle aziende agricole. Nel 2020, molte (+5%) hanno infatti deciso di passare alla vendita diretta della produzione.

Riorganizzazione nelle aziende agricole: l’indagine Ismea

L’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) ha condotto un’indagine trimestrale sulle aziende agricole da cui risulta che il fatturato di questo settore quest’anno supererà i 6,5 miliardi di euro. La vendita diretta è praticata dal 22% delle aziende agricole italiane e, tra queste, la metà ricorrono in esclusiva a questa forma di commercializzazione. È quanto si evince da un’indagine Ismea condotta su un campione di mille aziende appartenenti ai vari comparti agricoli.

I risultati dell’indagine

L’analisi di vari canali di sbocco indica un’estrema eterogeneità da settore a settore. Per le aziende con allevamenti da carne, il canale preferenziale è direttamente l’industria di prima trasformazione, a cui destinano il 43% dei capi allevati. Al contrario, per le aziende della zootecnia da latte è più rilevante la quota di produzione (46%) destinata agli organismi associativi (Cooperative, Associazioni, OP, Consorzi), come anche nel caso dei viticoltori (39%), e degli operatori specializzati in seminativi (38%) e legnose (31%).
Risulta poi che il 35% della produzione nazionale di olio di oliva viene venduta direttamente al consumatore finale. La vendita diretta è infatti molto diffusa tra le aziende olivicole e interessa il 44% delle aziende intervistate, tra le quali la quota maggiore la utilizza come unico canale di commercializzazione.

I mercati di destinazione

Relativamente ai mercati di destinazione, complessivamente la quota di prodotto che le aziende destinano all’estero ammonta a 4% del totale, di cui il 3% verso i Paesi europei e l’1% verso i Paesi Extra-Ue. Le percentuali sono analoghe per tutti i comparti, a eccezione delle aziende olivicole e vitivinicole, per le quali la quota estera sul totale commercializzato ha un’incidenza più rilevante.

Riorganizzazione nelle aziende agricole: lo stimolo di questo periodo

Il lockdown ha stimolato molte imprese agricole a individuare nuove soluzioni per superare le difficoltà dei soliti canali di distribuzione. Orientandosi verso la vendita diretta, ci si è indirizzati verso una filiera agroalimentare più corta e sostenibile.

I dati

I produttori che quest’anno hanno scelto di accorciare la filiera, raggiungendo in autonomia il consumatore finale, sono il 21,7% del campione analizzato. La percentuale è aumentata di circa il 5% rispetto al 2019 (17%).
Chi ha adottato questo canale di vendita diretta, inoltre, vi destina mediamente l’82% della produzione aziendale, quota che nel 2019 era del 73,1%.

Valorizzazione delle realtà più vicine

I modelli di acquisto online, infatti, stanno cambiando e privilegiano le realtà più vicine al proprio territorio d’appartenenza. Gli italiani hanno preferito acquistare di più dai canali online locali e nazionali durante la pandemia. Questo ovviamente a scapito dei grandi brand internazionali dell’e-commerce.
Nei confronti dei settori che stanno maggiormente emergendo in rete come food&grocery, arredamento e abbigliamento si prevede una crescita di fatturato online più importante nei prossimi anni.

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