Rimbaud, poeta veggente che maledisse tutte le convenzioni del tempo

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Rimbaud
Rimbaud

Poeta maledetto francese, Arthur Rimbaud fece a pezzi tutte le convenzioni sociali e letterarie della sua epoca. Anima irrequieta e sovversiva, attraversò come una meteora decadentismo, simbolismo, surrealismo, contribuendo alla rivoluzione dell’idea della lingua e della poesia.

La vita del poeta maledetto

Arthur Rimbaud nasce nel 1854 in Francia. All’età di 16 anni fuggì di casa iniziando quella vita vagabonda e sregolata che lo avrebbe fatto ascrivere al gruppo dei cosiddetti poeti “maledetti” francesi.

Trascorse la sua vita con il poeta Verlaine in un intenso rapporto affettivo. L’avventura tra i due poeti finirà male: Verlaine, infatti, ubriaco e pazzo, sparerà all’amante ferendolo gravemente. Terminata la relazione, Rimbaud viaggiò per tutta Europa. A riportare in Francia il poeta fu una grave malattia che in pochi mesi lo condusse alla morte.

L’amore tragico con Verlaine e quel colpo di pistola

Un’estate, a seguito di una litigata più feroce del solito, il poeta Verlaine abbandona Rimbaud e si reca a Bruxelles dove scrive una lettera alla madre parlando di suicidio; quest’ultima, allora, avverte prontamente Rimbaud, pregandolo di raggiungere il figlio. Il giovane si precipita ma, ad accoglierlo, ci sono le folli parole dell’amante. Questa la deposizione di Arthur al giudice: “Era di nuovo in stato di ubriachezza, mi mostrò una pistola che aveva comperato, e quando gli chiesi cosa intendeva fare, rispose scherzando: È per te, per me, per tutti”

Il 10 luglio 1873 Verlaine spara due colpi di pistola all’amante Rimbaud in una stanza d’hotel. Rimbaud finì in ospedale, dove fu dimesso dopo una decina di giorni; Verlaine, invece, dovette scontare una pena di due anni e pagare una multa di 200 franchi. A pesare su di lui furono soprattutto i pareri dei giudici omofobi e l’opinione pubblica della gente.

Rimbaud, la poetica, lo stile e le opere

Per capire la poetica innovativa di Rimbaud è necessario, innanzitutto, comprendere la sua personalità. Il suo bisogno di rivolta, acuito dall’opposizione assoluta e violenta contro la società e la cultura del suo tempo, diedero come risultato una rivoluzione dell’idea della lingua e della poesia: Rimbaud scommette tutto sui poteri della visione e delle parole.

Non è un caso, in effetti, che fu lui a teorizzare la figura del poeta “veggente”, capace di cogliere, grazie al deragliamento dei sensi e al rifiuto delle convenzioni, sia poetiche sia sociali, l’ignoto . La sua poesia si propone, pertanto, come il mezzo ideale per indagare non solo la natura, ma anche gli oscuri sentieri dell’inconscio.

Tra le opere più importanti, troviamo “Le Illuminazioni”, raccolta poetica di complessa lettura e travagliata immaginazione. Il libro, composto da 42 poemi in prosa e due in versi liberi, rende semplici descrizioni di paesaggi londinesi, fantastiche e misteriose. In questa opera Rimbaud esprime la sua nuova idea di un linguaggio capace di esprimere sensazioni impalpabili: “questa lingua sarà l’anima per l’anima”.

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