Riforma della giustizia: sì al nuovo processo civile, ancora incertezze sul processo penale

Il processo civile prosegue la via della riforma mentre il processo penale risente ancora di battute d'arresto. Ancora troppe incertezze e perplessità sulla riforma della prescrizione.

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La riforma della giustizia non è ancora arrivata a definizione.

Il processo civile

Al termine del vertice di maggioranza svoltosi a Palazzo Chigi c’è intesa per la riforma del processo civile. Il Ministro Bonafede ha dichiarato “La riforma del processo civile la porteremo, probabilmente, in consiglio dei ministri già la prossima settimana“, si tratterebbe di una “riforma importantissima che chiedono i cittadini e le imprese e che è fondamentale che per gli investimenti“, capace di “dimezzare di tempi del processo”.

Il processo penale

Sulle proposte di riforma del processo penale, invece, dice Bonafede,“le forze politiche hanno chiesto una riflessione, quindi ci riaggiorneremo. Ma io continuo a dire che i cittadini non possono aspettare a lungo una riforma del processo che gli garantisca tempi certi e brevi del processo“. “Spero che nei prossimi giorni potremo dare il via libera anche al processo penale“.

Le due proposte del Ministro Bonafede

E proprio sulla riforma del processo penale il ministro della Giustizia ha portato al tavolo della maggioranza due proposte.

La prima prevede “la possibilità per chi è assolto in primo grado di fare richiesta per avere una corsia preferenziale” per accedere al secondo grado di giudizio, “se lo richiede, il suo processo avrà una trattazione urgente in appello, per cui durerà solo alcuni mesi“. La seconda prevede una forma di agevolazione dell’indennizzo, già previsto dalla legge, nel caso di sforamento dei termini previsti dalla riforma.

Il problema “prescrizione”

In più c’è la ormai prossima e oltremodo discussa entrata in vigore della nuova disciplina della prescrizione, dal 1° gennaio 2020, che ne congela il decorso una volta chiuso il giudizio di primo grado.

Gli esponenti del Pd rilevano quanto ci sia ancora da fare per il processo penale e spiegano “bisogna fare di tutto perché le prescrizioni dei processi non si verifichino e che i procedimenti siano rapidi“. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd) ha affermato: “Non abbiamo ancora trovato soluzioni condivise per garantire che i processi siano più rapidi e più giusti, ma con un istituto giuridico per una durata non illimitata dei processi. Ci siamo riaggiornati per proseguire il confronto. Siamo tutti convinti dell’importanza di una riforma per processi più giusti e più rapidi, in cui non si arrivi alla prescrizione, che è una sconfitta per tutti, e dunque siamo impegnati affinché i processi siano ben strutturati perché non si arrivi alla prescrizione, ma anche per una norma di chiusura per evitare processi di durata irragionevole“.

Quali perplessità?

Al di là delle opinioni che gli esponenti del mondo politico continuano ad esprimere su argomenti tanto tecnici quanto delicati sui quali solo esperti del settore sarebbero in grado di fare osservazioni coerenti con le norme che li disciplinano, è opportuno sottolineare quanta incongruenza vi sia nel volere a tutti i costi una riforma (o meglio, abolizione) della prescrizione per garantire la ragionevole durata del processo.

L’incongruenza è evidente se si pensa che ad oggi i magistrati sono quotidianamente impegnati in una corsa contro il tempo, ostacolati dal carico dei ruoli, per fissare udienze utili alla tempestiva conclusione dei processi, proprio per evitare che essi si prescrivano. Con la riforma della prescrizione questa corsa non avrà più senso, perché se lo spauracchio di quel termine viene congelato, non ci sarà più alcuna ragione per fissare udienze a breve termine, di conseguenza i processi avranno durata ancora più lunga di quella odierna.

Ecco perché ci chiediamo “ma che idea ha della ragionevole durata del processo il Ministro Bonafede ?”.

Inoltre, che senso ha riconoscere una corsia preferenziale all’imputato assolto in primo grado? Quale sarebbe il beneficio che potrebbe trarne? Siamo sicuri che di beneficio si tratti?

La riforma del processo penale è cosa troppo seria per essere quotidianamente al centro del dibattito politico senza giungere a proposte concrete che tutelino realmente i diritti della difesa.

Per una vera riforma del processo penale è necessario che attorno a quel tavolo, dove vengono messi in discussione i diritti del cittadino, siedano menti tecniche, operative e calate quotidianamente nella realtà processuale tanto da poter garantire concretamente il rispetto di diritti costituzionalmente garantiti.

Vedi anche Prescrizione: legislatore incompreso?

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