Rifiuti, rivelazioni choc di Schiavone “campani condannati a morte”

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Lo facevano allora e lo fanno ancora”.
  Dopo le rivelazioni shock sulle dichiarazioni rese nel 1997 alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e desecretate ieri, Carmine Schiavone, boss pentito di camorra, parla in esclusiva a Rainews24 del traffico e interramento di rifiuti tossici in Campania e delle conseguenze nefaste per la salute dei cittadini. Nell’intervista, Carmine, cugino di Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’ e boss dei Casalesi, ha confermato le connivenze tra organi dello Stato e la criminalita’ organizzata.

DESECRETATE DICHIARAZIONI DEL 1997: “MORIRANNO TUTTI ENTRO 20 ANNI”

“Non puo’ esistere – dice il pentito – forma di criminalita’ organizzata senza l’appoggio dello Stato”, aggiungendo “questo lo fanno ancora”. Il pentito dice poi che all’epoca le dichiarazioni rese non servirono a niente e che oggi la popolazione nelle zone in cui sono state interrate tonnellate di rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia e da altri Paesi europei “e’ condannata a morte”.