Le festività hanno sempre delle ricette tipiche. In questo periodo dell’anno le persone si cimentano nelle ricette tipiche pasquali. Dalla colomba all’agnello ogni regione ha le sue succulente specialità.

In particolare nel Lazio, una ricetta tipica è la famosa Pizza Cresciuta di Pasqua. Nonostante il nome, però, non è un piatto salato bensì è un dolce. Più precisamente è una ricetta romana ideata per la colazione della mattina di Pasqua.

Pizza Ricresciuta

Il dolce prevede di essere servito insieme alla corallina, un salame umbro ma molto diffuso a Roma, le uova sode e il Pan di Spagna.

L’aggettivo “cresciuta” non è casuale: infatti, la pasta della pizza prevede una lunga preparazione. La lavorazione dell’impasto è a più riprese.

Come ogni piatto tipico, ogni famiglia si sbizzarrisce a farla a modo proprio, ognuna con un trucco diverso

Pizza Ricresciuta servita con la corallina

Soffice all’interno e più dura all’esterno, la particolarità di questa pizza è di assumere un colore scuro dopo la cottura se cotta in forno a legna o in forno non ventilato. Resta invece simile ad un ciambellone se cotta in forno ventilato, cosa che le nonne insegnano a non fare mai per evitare di perdere l’autenticità della ricetta. Ha un sapore molto particolare e forte ed è per questo che si accompagna bene al cioccolato e al salame.

Qualcuno aggiunge una serie di liquori all’impasto ma la ricetta originale non ne prevede proprio perché si tratta di una ricetta contadina, povera, che ai tempi che furono permetteva di utilizzare ingredienti presenti in casa e frutto del lavoro della terra.

In generale, però, la ricetta per un chilo di Pizza Cresciuta è la seguente

  • 500 gr di farina;
  • 200 gr di zucchero;
  • 5 uova;
  • 140 gr di burro oppure 80 gr di burro e 60 gr di strutto;
  • 100 ml di acuqa;
  • 15 gr di lievito di birra fresco;
  • un pizzico di sale;
  • aromi: scorze di arancia e limone grattugiate, un cucchiaio di cannella in polvere, noce moscata, un cucchiaio di anice in semi, un cucchiaio di alkermes e uno di maraschino, un cucchiaino scarso di vanillina.

Lavorare la sera per infornare la mattina successiva. Cimentarsi nella ricetta ricetta, significa dover mettere in conto diverse ore di lavorazione suddivise in un paio di giorni. Si comincia la sera, dando forma al primo impasto, si sfrutta la nottata per la lievitazione e il giorno seguente si completa l’opera. Prima di tutto bisogna far sciogliere il lievito in un po’ di acqua tiepida. Dopo aver aggiunto quattro cucchiai di farina e mescolato il tutto, lasciare riposare per 45 minuti. Trascorso questo tempo, unire il resto della farina, le uova precedentemente sbattute, lo zucchero, la cannella, la vanillina, la scorza dell’arancia e del limone, i semi di anice, la noce moscata, i liquori e, per ultimo, il burro. Lavorare l’impasto con decisione e una volta che sarà liscio e compatto, metterlo in uno stampo alto, svasato e imburrato, non superando la metà del contenitore. Lasciare riposare per sei/otto ore e la mattina seguente cuocere il dolce a 190 gradi per 45 minuti. Per evitare che si sgonfi, prima di tirarlo fuori, lasciarlo raffreddare nel forno spento.

Pizza Ricresciuta servita con salumi e uova sode

Mettere la pizza su un foglio di carta assorbente, a sua volta posto su una tavola, affinché si raffreddi ancora. Infine, imbustarla in un sacchetto di plastica, assicurandosi di chiuderlo bene. In tal modo il dolce non perderà la fragranza e si manterrà fresco a lungo.

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