Ricerca Medica – Curare Depressione, Epilessia e Sclerosi Multipla si userà uno Smartphone

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Depressione, epilessia e sclerosi multipla si ‘cureranno’ con lo smartphone. Un nuovo programma di ricerca internazionale esplorerà il potenziale dei dispositivi portatili, telefoni ma anche braccialetti elettronici, nell’assistenza alle persone affette dalle tre patologie. E tra le 24 istituzioni di ricerca impegnate in questo progetto, finanziato con 11 milioni di euro e sostenuto dalla Innovative Medicines Initiative (Imi) della Commissione europea, c’è anche l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. Il primo meeting degli scienziati impegnati nel programma Radar-Cns (‘Valutazione a distanza delle malattie del sistema nervoso centrale e delle ricadute’) si terrà proprio nella città lombarda dal 15 al 17 giugno prossimi, in occasione delle celebrazioni del ventennale dell’Irccs.

Il progetto punta a monitorare i sintomi e la qualità della vita dei pazienti, quindi anche a calibrare meglio i trattamenti, attraverso strumenti di valutazione continui che agiscono ‘a distanza’, rispetto al centro clinico o dallo studio del medico. Smartphone e dispositivi indossabili, dunque, consentiranno di ottenere un quadro completo, e in tempo reale, delle condizioni del paziente a un livello di dettaglio in precedenza irraggiungibile. Inoltre, questo tipo di monitoraggio potrebbe far sì che il trattamento inizi prima che il quadro clinico del paziente si aggravi, prevenendo le ricadute o evitando che il paziente attenda un peggioramento delle proprie condizioni di salute prima di cercare un consulto medico.

A guidare Radar-Cns – che durerà fino al 2021 – saranno congiuntamente il King’s College di Londra e la Janssen Farmaceutici. L’Imi che finanzia il progetto è un partenariato pubblico-privato creato tra l’Efpia, Federazione europea delle industrie del settore farmaceutico, e l’Unione europea, e comprende 24 istituzioni e aziende provenienti da vari Paesi d’Europa e dagli Stati Uniti. Il programma riunisce esperti provenienti da diversi campi disciplinari, tra cui la clinica e la ricerca biomedica, l’ingegneria, l’informatica, le tecnologie informatiche e la biostatistica.


I ricercatori lavoreranno su depressione, epilessia e sclerosi multipla: disturbi ben distinti, con cause e sintomi diversi, ma accomunati dal fatto che i pazienti spesso sperimentano periodi in cui i sintomi sono ‘gestibili’, seguiti da periodi di peggioramento e riacutizzazione (ricadute). Le indagini condotte su questi pazienti hanno più volte messo in luce la necessità di prevedere con esattezza il rischio di ricaduta e di migliorare i trattamenti che le prevenga.

Secondo Matthew Hotopf, direttore del Biomedical Research Centre Nihr del Maudsley Hospital a Londra e co-leader del programma Radar-Cns, “negli ultimi anni la qualità e la quantità di dati che possiamo raccogliere utilizzando dispositivi indossabili e smartphone è letteralmente esplosa, e ora può consentire di migliorare l’assistenza clinica semplicemente fornendo informazioni più accurate. Ci può consentire anche di individuare quando un paziente sta peggiorando prima di una visita clinica”. E’ il caso ad esempio di una persona affetta da depressione: il comportamento può cambiare anche molto prima che possano diventare evidenti le sue difficoltà; il sonno può peggiorare, la persona diventa inattiva. Il progetto di ricerca sfrutta l’enorme potenziale delle tecnologie ‘indossabili’ per il monitoraggio di questi cambiamenti e quindi per migliorare la vita dei malati.

Si tratta di un programma di lavoro che – in linea con i principi alla base del lavoro in campo assistenziale dei centri dell’Ordine del Fatebenefratelli, sottolinea una nota – coinvolge in prima persona i pazienti nella sperimentazione in oggetto. Questi saranno infatti chiamati a identificare i sintomi più importanti e a consigliare i ricercatori sul modo migliore per attuare le tecnologie di misurazione e monitoraggio a distanza, in modo che tale innovazione – che pone ovvi problemi di privacy – sia per loro accettabile e coinvolgente. Ove possibile, Radar-Cns utilizzerà le tecnologie più economiche e disponibili in tutti i Paesi, in modo che i risultati finali possono essere resi disponibili al maggior numero possibile di pazienti. La ricerca sarà inoltre sviluppata in modo da trasferire i risultati in altre sperimentazioni cliniche.

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