Ricerca e innovazione: in Italia si è pronti ?

Per essere competitivi bisogna cambiare le prospettive: il PNRR è all'altezza di farlo?

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Ricerca e innovazione in Italia

Dopo tanto parlare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza(PNRR) finalmente è arrivato il momento della partenza. I campi d’intervento principali saranno le riforme strutturali nella pubblica amministrazione, nel fisco e nella giustizia civile.Tanti sono i progetti che dovranno vedere la luce grazie a questo piano di ristrutturazione epocale. Nasce però il sospetto che per la ricerca e l’innovazione l’Italia resta sempre indietro rispetto all’Europa. Questo perchè i progetti non sono all’altezza di quello che dovrebbe essere un drastico e rivoluzionario modo di intendere quei settori. Chiaramente dovrebbe essere rivisto, radicalmente, il modo di intendere la ricerca e l’innovazione in Italia.

In Italia la ricerca e l’innovazione può crescere?

La riflessione che fa Sergio Bruno su Sbilanciamoci.info è interessante per capire quanto l’Italia sia arretrata, strutturalmente, su ricerca e innovazione. Di base, bisognerebbe comprendere che la ricerca non è qualcosa da relegare solo al campo universitario. Tutta la società civile ed economica deve proiettarsi sulla ricerca e sull’innovazione. Questo consentirebbe all’Italia di potersi evolvere e competere con i Paesi più innovativi. Un esempio è la Germania, che da più di un secolo lavora sulla complementarietà dei settori. Il comparto di ricerca e sviluppo deve esistere anche nelle società private, negli enti pubblici, nelle fondazioni e tra loro devono agire, creare e progettare in modo trasversale. Non può essere unico lo strumento per migliorare un settore completamente carente.

Quali sono gli strumenti giusti?

Quindi, finanziare il comparto industriale, come ha fatto sino ad adesso il Belpaese serve solo a sperperare denaro. In altre parole, serve creare una rete necessaria alla fattibilità dello sviluppo, che permetta nel tempo ai soggetti interessati di sviluppare ricerca e innovazione in Italia. Appare impossibile che all’improvviso l’Italia si possa mettere in paro con la Germania, un secolo e mezzo di progressi ci divide. Bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a cambiare prospettiva. La ricerca, che sia essa di base o applicata deve essere presente in tutti i settori della vita del Paese e deve concorrere trasversalmente a creare innovazione. I ricercatori devono avere la possibilità di concorrere a fare grande la ricerca italiana in tutti i campi. Invece al momento le grandi menti sono all’estero e i mediocri sono rimasti: con la mediocrità non si può arrivare da nessuna parte.


Il PNRR: un piano scritto da poche mani fedeli


Organizzazione in Ricerca e Innovazione: obiettivo dell’Italia

L’Italia è famosa per essere Patria di inventori, ma se fuggono per chi si fanno i finanziamenti? Pertando è dalla base che bisogna cambiare. In primo luogo è necessario cambiare prospettiva e spostare l’attenzione sulla vera necessità: formare ricercatori e creare laboratori. In secondo luogo dare ai ricercatori le giuste gratificazioni economiche e sociali. Dunque, appare chiaro che è una riforma radicale che bisogna mettere in atto, per far sì che in Italia ricerca e innovazione siano sinonimo di successo e futuro.