Restrizioni in Texas: dall’aborto al diritto di voto

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Texas: corte d’appello ripristina la legge sull’aborto

La democrazia americana si sta sgretolando. Un chiaro esempio è lo Stato del Texas. Soprannominato da molti “lo Stato Talebano”, nel giro di una settimana il Texas ha introdotto nuove restrizioni, dall’aborto al diritto di voto. Le due leggi sono diverse, ma hanno una cosa in comune: entrambe colpiscono per lo più la comunità afroamericana, quella con la più alta percentuale di aborti e di elettori per posta.

Restrizioni in Texas: cos’è successo?

L’America è ancora il modello della democrazia mondiale? Questa è una domanda cui è difficile rispondere. Tuttavia, dagli ultimi eventi sembrerebbe che la democrazia americana si stia sgretolando, tra diritti di voto calpestati, legislatori che chiedono dimissioni dei loro colleghi e procuratori generali che si comportano come giudice, giuria e boia. Un esempio della battuta di arresto della democrazia americana è il Texas. Nello Stato sono state infatti introdotte numerose restrizioni. Soprannominato ormai da molti “lo Stato Talebano”, il Texas ha approvato nel giro di una settimana restrizioni sia sull’aborto che sul voto.  

La scorsa settimana ha fatto discutere l’approvazione della legge che impedisce alle donne di abortire quando si inizia ad avvertire il battito cardiaco del feto. Di norma questo avviene a sei settimane, quando molte donne non sanno neppure di essere incinte. Inoltre, la nuova legge impedisce l’aborto anche nei casi di stupro e incesto. La legge è stata pensata anche in modo da evitare i ricorsi. Il testo affida infatti ai cittadini, e non i funzionari statali, il compito di denunciare un tentativo di aborto. Nel caso in cui un cittadino denunci un tentativo di aborto, questo verrà premiato per aver fatto la “spia” con 10 mila dollari.


Texas: entra in vigore la legge anti-aborto


Le restrizioni al diritto di voto

Ora, a far discutere è anche la legge, firmata ieri dal governatore Greg Abbott, sulle restrizioni di voto. Nella nuova legge è drasticamente limitata la possibilità di votare non di persona e di assistere le persone anziane e disabili alle urne. Inoltre, tra le condizioni per poter votare, l’ufficio elettorale richiederà un controllo mensile che attesti il diritto alla cittadinanza. Ma non è tutto. La legge autorizza osservatori di partito a muoversi liberamente per i seggi e a denunciare qualsiasi addetto agli scrutini, anche in assenza di prove.


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