Un amore più forte del destino

Il libro che ha ispirato il grande film diretto da Baltasar Kormákur interpretato da Shailene Woodley (Colpa delle stelle) e Sam Claflin (Hunger Games, Io prima di te).

Mi sentii pizzicare l’alluce nell’istante in cui Richard prese possesso del timone con un braccio, cingendomi la vita con l’altro. Dall’alto, guardai i suoi occhi azzurri. Erano pieni di gioia. Mi strinse a sé e mi baciò la pancia coperta dal pareo. Non potei fare a meno di sorridere: sembrava un bambino emozionato.

“Salpiamo, amore.”

“Salpiamo” ripetei allegramente.

 

Giovani, innamorati e con un roseo futuro di fronte, Tami Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp hanno trascorso alcuni mesi a visitare le isole polinesiane a bordo di una piccola barca a vela. Sono skipper provetti, e la proposta di portare l’Hazana, un modernissimo yacht a vela, fino al porto di San Diego è per loro un’occasione imperdibile che accettano con entusiasmo. Quando salpano da Tahiti il cielo è limpido e azzurro, ma a poco più di due settimane dalla partenza scoprono che un violento uragano sta facendo rotta su di loro, e avanza così velocemente che non c’è modo di sfuggirgli. È una delle tempeste più violente della storia, e i due giovani si ritrovano ad affrontare pioggia battente, onde alte come grattacieli e venti che soffiano a quasi 260 chilometri all’ora. Tami scende sotto coperta, e proprio mentre si sta assicurando con una cima sente Richard gridare. Un rumore assordante, e poi il buio. Tami rimane incosciente per ore. Quando si risveglia l’imbarcazione è semidistrutta. Non ci sono navi né terra in vista, solo una sconfinata distesa d’acqua tutto intorno. “Resta con me” è la storia di due giovani e di quarantun giorni trascorsi in alto mare su un’imbarcazione che è poco più di un relitto, senza motore né alberi, con la strumentazione di bordo in avaria e una riserva d’acqua e cibo limitata. Ma è soprattutto una storia che parla di sopravvivenza, di forza di volontà e di resilienza, e della straordinaria forza dell’amore.

La vera storia di Tami Oldham, investita nel Pacifico da venti di 140 nodi e onde alte come palazzi. Il fidanzato, al timone della loro barca, scompare nell’Oceano. L’Hazana si trovò in mezzo all’uragano Raymond, tra onde alte come palazzi e raffiche di 260 chilometri l’ora, sconquassato come una barchetta di carta in un catino d’acqua agitato dalle mani di un gigante. Tami Oldham Ashcraft e Richard Sharp, giovani e innamorati, sfidarono l’Oceano e soltanto uno di loro sopravvisse. “Sì, mi sono posta la domanda: perchè non sono morta anch’io. E mi sono data una risposta: destino. Non era il mio momento, semplicemente questo”, dice oggi Tami, trentacinque anni dopo quell’ordalia.

”Quello che mi ha spinto a sopravvivere 41 giorni in mare è stata la voce del mio fidanzato”

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