Respirare attraverso il naso porta benefici che non si ottengono altrimenti

La respirazione è al centro della vita. Il respirare è la cosa più importante che facciamo e tutte le funzioni dell’organismo dipendono da esso. Per questo motivo è fondamentale saper respirare nel modo corretto.

Molte scuole di filosofia orientale sono fondate sulla “Scienza della Respirazione”, ma noi occidentali abbiamo sempre bisogno, non che la pratica ce lo confermi, ma la scienza assuma come vero che il modo di respirare possa essere molto influente su tanti aspetti.

Uno studio su The Journal of Neuroscience ha considerato la relazione tra la memoria e il modo in cui respiriamo. 

Gli studi hanno dimostrato che quando i topi annusano l’aria, anche se inodore, si avvia l’attività cerebrale stimolando i neuroni nel bulbo olfattivo, che invia segnali all’ippocampo, una parte del cervello coinvolta nella creazione e nell’archiviazione dei ricordi. I ricercatori dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, in Svezia, e altre istituzioni hanno condotto un esperimento per vedere cosa succede se respiriamo attraverso la bocca.

Ventiquattro persone sane ha inalato 12 profumi diversi da piccole fiale. Alcuni odori erano familiari, come l’essenza dell’arancia, mentre altri sconosciuti. Ai soggetti è stato detto di memorizzare ogni profumo. Hanno attraversato questo processo in due step. In prima battuta rimanendo in silenzio per un’ora immediatamente dopo, con il naso chiuso per impedire la respirazione nasale; in un secondo momento fermi per un’ora con del nastro adesivo sulla bocca per evitare la respirazione orale. Durante dette ore, il loro cervello avrebbe dovuto consolidare i ricordi degli odori nell’ippocampo, secondo l’ipotesi dei ricercatori. Dopo ogni ora, i volontari sono stati esposti a profumi ripetuti e nuovi, quindi rispondere se un odore era stato già annusato.

La memoria del riconoscimento è aumentata significativamente durante la respirazione nasale rispetto alla respirazione dalla bocca.

Questi risultati forniscono la prima prova che la respirazione influisce direttamente sul consolidamento dei ricordi.

Non solo. Supportano l’assunto che le funzioni cognitive di base sono modulate dal ciclo respiratorio.

I ricordi passano attraverso tre fasi principali del loro sviluppo: codifica, consolidamento e recupero. 

Le prove crescenti degli studi sugli animali e sull’uomo suggeriscono che la respirazione gioca un ruolo importante nei meccanismi comportamentali e neurali associati alla codifica e al riconoscimento.

Anticipando le sperimentazioni, visto che c’è un gran bisogno giornaliero di ristabilire un equilibrio psicofisico, ci sono tante tecniche da poter applicare come: rebirthing, respirazione diaframmatica, respirazione vipassana, respirazione circolare e così via.

Una tecnica di respirazione atta a ridurre lo stress è certamente la c.d. “pranayama”. Prana significa energia vitale, soffio, e ayama vuol dire controllo e padronanza.

La respirazione pranayama, insieme alle varie posture dello yoga, apporta benefici che la rendono adatta ad ogni età:

  • favorisce l’eliminazione delle tossine dall’organismo
  • migliora la circolazione sanguigna
  • facilita i processi digestivi
  • rinforza le difese immunitarie
  • favorisce la concentrazione distogliendo la mente da pensieri negativi.

Qualunque sia la tecnica, ciò che conta è scegliere di dedicare un’ora a se stessi e cercare di liberare la mente con una giusta respirazione, invece di affannarsi e andare avanti come automi e poi esplodere.

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