#RespectOurVotes: in migliaia in Myanmar su Twitter

Il nuovo governo birmano ha esteso il blocco dei social media a Twitter e Instagram, dopo Facebook, a seguito del crescente movimento di protesta contro il colpo di stato che ha estromesso il leader eletto Aung San Suu Kyi.

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#RespectOurVotes

Da quando giovedi 4 febbraio 2021 i nuovi governanti militari del Myanmar hanno imposto un blocco temporaneo a Facebook in migliaia si sono iscritti a Twitter. Le stime dei download della app effettuata da Reuters indica un aumento esponenziale dell’uso della piattaforma e dell’hashtag #RespectOurVotes.

#RespectOurVotes: cosa vogliono gli utenti di Twitter?

Molti stanno usando la piattaforma e gli hashtag pro-democrazia per criticare la presa del potere da parte dell’esercito nel paese. Invocano proteste pacifiche fino a quando il risultato delle elezioni di novembre, vinte in maniera schiacciante dal partito di Aung San Suu Kyi, non sarà rispettato. Secondo il tracker di hashtag BrandMentions, gli hashtag #RespectOurVotes, #HearTheVoiceofMyanmar e #SaveMyanmar hanno avuto centinaia di migliaia di interazioni nella giornata di ieri, venerdì 5 febbraio.


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Il colpo di stato e la resistenza

Dopo il colpo di stato di lunedi 1 febbraio 2021, le autorità militari hanno bandito Facebook Inc almeno fino al 7 febbraio per motivi di “stabilità”. Questo in seguito all’utilizzo della piattafroma da parte degli oppositori al regime militare per organizzare una resistenza e delle manifestazioni. Ma ci sono volute diverse ore ai provider di Internet per applicare il divieto, durante le quali gli attivisti hanno iniziato a creare account Twitter e condividerli sui loro profili Facebook. Così ieri Twitter è stata tra le prime cinque app più scaricate su Google e Apple Store. Su circa 1.500 nuovi account Twitter esaminati da Reuters e attivati ​​negli ultimi due giorni, la maggior parte è contraria al governo militare. Alcuni attivisti pro-democrazia hanno utilizzato l’hashtag #MilkTeaAlliance, per chiedere sostegno ai movimenti giovanili transfrontalieri che spingono per la democrazia.

Il blocco di tutti i social

Nella giornata di oggi, le autorità hanno ordinato ai provider di Internet di applicare l’ultimo divieto “fino a nuovo avviso”. La domanda di VPN è aumentata vertiginosamente in Myanmar, consentendo ad alcune persone di eludere il divieto. Gli utenti hanno segnalato un’interruzione dei servizi di dati mobili. “Abbiamo perso la libertà, la giustizia e abbiamo urgentemente bisogno della democrazia“, ​​ha scritto un utente di Twitter. “Per favore, ascoltate la voce del Myanmar“. Sebbene non ci siano state manifestazioni di massa di strada sta crescendo un movimento di disobbedienza civile. Ogni notte la gente sbatte pentole e padelle per dimostrare la propria rabbia. Oltre a circa 150 arresti a seguito del colpo di stato riportati da gruppi per i diritti umani, i media locali hanno detto che circa 30 persone sono state arrestate per le proteste contro il rumore.

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