“Vivere non significa attendere che la tempesta passi, ma imparare a danzare nella pioggia”, così diceva Gandhi. Beh, nessun altra frase potrebbe esprimere allo stesso modo il significato intrinseco del sostantivo femminile di dieci lettere che contraddistingue le persone “speciali” da quelle “mediocri”: la resilienza.

La resilienza, ossia la capacità di far fronte ad eventi traumatici in maniera positiva, è un meccanismo psicologico che induce le persone “straordinarie” a riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà ed a ricostruirsi, rimanendo sensibili alle opportunità che la vita offre nonostante le privazioni.

Le persone resilienti si differenziano dalle persone “ordinarie”perché quando sono immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le avversità, a raggiungere traguardi importanti ed a dare nuovo slancio alla propria vita.

La resilienza, questa straordinaria funzione psichica di cui studiosi e scrittori hanno raccontato lungamente, è insita nelle persone che hanno avuto uno sviluppo psico-affettivo e psico-cognitivo adeguatamente integrati sostenuti da capacità mentali valide e da una grande esperienza di vita.

Le persone resilienti, inoltre, sono le uniche che combattono ambiziosamente per il proprio progetto di vita e abbracciano le sconfitte come opportunità di crescita, controllano il proprio destino, praticano la pazienza, lasciano andare il passato, vivono nel momento, ma, soprattutto, sono persone che non si fermano.

Queste persone, infatti, mentre hanno raggiunto la propria meta, i propri obiettivi, pensano già al prossimo passo da intraprendere.

La vita, meraviglioso dono, si sa, ci riserva sorprese a volte piacevoli a volte no, grandi gioie ma anche grandi dolori e ci mette spesso a dura prova e, sebbene non abbiamo la bacchetta magica per cambiare gli eventi, possiamo utilizzare degli strumenti che ci consentiranno di affrontarli nel modo migliore, quali la forza e la determinazione, grazie ai quali rimarremo in piedi nonostante le 1000 cadute.

D’altronde, già Lucio Anneo Seneca, comunemente conosciuto come Seneca il giovane, filosofo, poeta, drammaturgo e politico romano vissuto tra il 4 a.C ed il 64 d.C, scriveva: “le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo”.

La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.

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