Renzi “Dart Fener” ora fa il filo a Salvini

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Non c’è da scherzare, questo essere è paragonabile alla morte nera, o ad una sanguisuga che conosce scheletri e altro, Renzi “Dart Fene” (secondo la vecchia pronuncia) è il politico più trasversale e pericoloso d’Italia. L’opera di lecchinaggio a Salvini è appena iniziata. Uno dei più importanti voltagabbana d’Italia firmerà a favore del referendum di Salvini.

Renzi “Dart Fener” di quali segreti è il depositario?

Quanto vorrei essere amico stretto dei compari della CIA. Renzi deve avere a disposizione un arsenale d’informazioni molto vario, ma deve fare attenzione a come lo usa. Quella tiplogia di giocattolo a lungo andare si rompe. E quando si rompe le schegge non vanno sparse a destra o a sinistra, ma stranamente diventano come uno starlight: illumina solo chi lo ha in mano, il giocattolo intendo. Renzi si attacca a Salvini perchè? Salvini se potesse, pur di governare lo farebbe con Hitler e Stalin insieme, o se volete prima uno e poi l’altro. Renzi, uno dei politici più falliti e insignificanti mai apparsi sulla scena politica italiana farebbe lo stesso. Pur di governare, governerebbe con Hitler, Stalin, Salvini e Mussolini, anche separatamente volendo. Il punto è semplice: Berlusconi e a redde rationem, quindi non avrà forza (in numeri) per spostare l’ago della bilancia di un futuro Governo. A Renzi “Dart Fener”, con il suo niente% o giù di li, interessa smembrare il resto della sinistra e abbattere il Rdc. Secondo Renzi ci vuole un’azione mirata. Un’azione mirata a minare la stabilità della sinistra. Questa tattica folle, richiamerebbe l’elettorato a stringersi a mani giunte, intorno ad un faro che a sinistra non ha mai illuminato ma demolito.

Renzi “Dart Fener”: il Renzi style

Avete mai sentito di un politico, che con il niente% è stato in grado di mettere in difficoltà, non solo una serie di Governi, ma anche le scelte di quei governi di cui non faceva parte? Non mi sembra. Renzi ha in mano qualcosa di serio, dal punto di vista delle informazioni, Salvini lo sa e tace: anzi probabilmente lo accoglierà in una futura idea di Governo a tre. Ménage à trois politico Meloni, Salvini, Renzi? Perchè no? Di segreti ne girano tanti, e se questo dovesse avvenire, potrebbe significare solo una cosa: che anche la sora Meloni ha qualche sgreto inconfessabile. In tutto questo, continuo a pensare all’azione di Renzi: la più trasversale dai tempi di Andreotti. Ma mentre da una parte c’è il desiderio di demolire la sua ex sinistra, dall’altra c’è anche il desiderio di ripercorrere delle strade già battute dai vecchi democristiani e d’Alemiani: i servizi segreti. Quando la CIA tirò fuori quel report sullo sceicco arabo, di cui odio anche fare o pensare il nome, tra le righe, Renzi avrebbe dovuto leggerci, che gli americani potrebbero lasciarlo in mutande da un momento all’altro. Infatti, da quel momento in poi, il comportamento di Renzi è stato di scontro con i suoi vecchi compagni. Che sia un parametro made in CIA: caro Matteo per troppo tempo la sinistra è stata la potere, provvedi o cominciamo a titar fuori info.


Renzi firmerà il referendum di Salvini: ma chi è questo uomo trasersale?


Con chi deve fare i conti?

Ovviamente con il partito o movimento più patriottico della scena politica italiana: M5S e super Conte. Oggi questa compagine politica garantisce, non solo istituzionalità e democrazia popolare, ma anche autorvolezza per aver dimostrato, attraverso una legge europeistica e popolare (Rdc) come risolvere il problema del mercato del lavoro. Vero, ci si deve lavorare sopra per renderlo migliore, ma se una cosa deve essere migliorata è perchè la sua base funziona. Se oggi una parte dell’Economia italiana è a galla lo si deve al Rdc, e non alle signore degli imprenditori in crisi che si lamentano di non avere più soldi per le belle cose. La mentalità italiana sta cambiando. Attraverso Conte prima e Draghi ora, L’italiano sta lasciando il campanilismo per l’europeismo. L’accoppiata politica Conte Draghi continua ad essere quella che mi fa più Gola. Non solo la trovo possibile per il futuro: Conte premier e Draghi Presidente della Repubblica, ma da forma ad una continuità d’azione, atta a valorizzare l’Italia in Europa e non viceversa.