Renato Cartesio: eco, cogito, ergo, sum, sive existo

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Renato Cartesio è un filosofo e matematico francese, di fine 500 e prima parte 600. Il letterato diviene simbolo e tra i realizzatori delle dottrine matematiche e filosofiche moderne. A fronte di ciò, il pensiero del sapere, che crea il binomio precisione – certezza alle discipline, nell’applicazione del metodo scientifico. La concezione ideologica delle scienze in quanto dottrine, dove per il filosofo segue l’obiettivo di un incontro oggettivo, con i fenomeni della Natura.

Renato Cartesio chi è?

Il matematico nasce a La Haye en Touraine il 31 marzo 1596 e decede a Stoccolma l’11 febbraio 1650. Dalle nobili origini della famiglia, Renato cresce in Francia, nella provincia vicino alla Loira, in Turenna. Inoltre, i genitori sono il padre Joachim che esercita l’attività legale a Parigi e la madre Jeanne Brochard. Terzo genito, Renato cresce con i fratelli Jeanne e Pierre. Ancora in fasce, Renato perde la madre ed il padre decide un secondo matrimonio, con Anne Morin.

In seguito, dalla seconda consorte, nascono altri due figli, di cui Joachim ed Anne. Durante l’infanzia, a causa dell’assenza continua del padre, Renato riceve le cure e l’educazione dall’all’allevatrice e dalla nonna materna. Con i fratelli, trascorrono gli anni della fanciullezza per Renato, nella provincia francese. In seguito, un insegnante privato impartisce lezioni scolastiche a Renato, presso la casa di La Haye.

Tuttavia, lo studente presenta problemi di salute ed i medici restano scettici sulla guarigione del ragazzo. Nel 1607, Renato inizia gli studi, presso i Gesuiti del Collegio di La Flèche, Istituto religioso rinomato. Di fatto, lo studente apprende le conoscenze della grammatica, le materie umanistiche e la filosofia, per la durata di tre anni. Tra le materie principali e più frequenti, la filosofia aristotelica, negli approfondimenti di: logica, fisica, metafisica, filosofia morale.

Renato Cartesio: la carriera

Dopo gli studi, il letterato dimostra delusione e disapprovazione, sulle metodologie che riceve nel percorso formativo. Dal desiderio iniziale del sapere, al completamento scolastico, nasce nel letterato la frustrazione di non avere acquisito alcuna conoscenza. Nella consapevolezza di Cartesio, un’infanzia dai sani principi educativi, con lo studio delle Lettere fin da bambino.

Inoltre, i dubbi che diventano difficoltà e tramutano nel matematico, con l’unico obiettivo di rincorrere l’istruzione, il sapere. Tra le sensazioni del pensatore, anche i conflitti interiori sulla forza di se stesso, nel raggiungere la ricerca del proprio sapere. Una lotta che Cartesio combatte ed affronta contro le scuole, nell’idea che ogni allievo, nella convinzione di sé e dai ragionamenti, conseguono le opinioni critiche individuali.

In seguito, Cartesio decide di proseguire gli studi nella carriera giuridica, con cui entra nell’Ateneo francese di Poitiers. Dopo tre anni, Cartesio consegue la laurea e decide il trasferimento presso il padre a Rennes. Nel 1618, l’accademico entra nel reggimento francese di Breda, al servizio del principe d’Orange. Nello stesso periodo, il letterato incontra Isaac Beeckman, un medico, col quale nasce un’amicizia e la passione per le scienze matematiche.

Con lo scritto di Cartesio, dal titolo Compendium musicae, un trattato che l’accademico crea, in cui esprime il pensiero sull’evoluzione dei suoni e della musica.  A ragion per cui, la musica suscita le passioni, che divengono espressioni di suoni, misure, tonalità. Consegue il risultato emotivo, con una precisione analitica, sullo studio della Natura, anche base dell’animo umano e dei suoi movimenti.

A fronte di ciò, la comprensione delle emozioni, solo stato che consegue alla musica. Intorno agli anni Venti, l’invenzione del matematico di alcuni compassi, per la formulazione di dimostrazioni aritmetiche. Dalla divisione angolare in parti uguali, fino alle operazioni delle equazioni di terzo grado, con l’intenzione della stesura di un trattato, sulla materia della geometria analitica.

Renato Cartesio: altri studi

Nel 1627, il filosofo riceve l’invito di Gianfrancesco Guidi di Bagno, presso la casa del medesimo, per un incontro tra letterati e scienziati. In verità, l’argomento di discussione della riunione sono le teorie filosofiche di Chandoux, in merito al suo metodo naturale. Di fatto, tale opera incentra l’attenzione sul principio cardine delle Regulae ad directionem ingenii, a cui Cartesio sta lavorando.

A fronte di ciò, il filosofo raggiunge la Bretagna, con il trasferimento nella proprietà di Poitou, per eseguire il lavoro in serenità. Dall’opera l’insieme di ventuno proposizioni, con il commento per diciotto delle medesime. Tuttavia, il testo rimane incompleto ed il letterato prosegue la conclusione dell’opera, nell’altro scritto Discours de la méthode.

Attraverso un orientamento di studi, Cartesio direziona la mente umana, affinchè la razionalità di giudizi concreti, giunga per ogni manifestazione naturale. Inoltre, il metodo insegue la verità umana attraverso il mezzo unico, della mente. Nel 1630, il matematico lavora alla stesura dell’opera Le Monde ou traité de la lumière, con l’idea espositiva del proprio pensiero naturale, ma lo scritto resta incompleto.

Tale opera vede la pubblicazione parziale, nella traduzione latina del 1662. Dopo due anni, il trattato esce in lingua francese con due titoli, di cui: Le Monde ou le traité de la lumière et des autres principaux objects des sens el’Homme.

Le opere

Tra le opere principali del matematico, si ricordano: Oeuvres de Descartes, Entretien avec Burman, Discours de la mèthode, Meditiationes de prima philosophia, Principia philosophiae, Principes de la philosophie, Phsyco – mathematica, Le monde, Tractatus de formatione foetus ed altre. Il filosofo francese decede a Stoccolma l’11 febbraio 1650.