Renato Caccioppoli: il matematico antifascista

Renato Caccioppoli genio antifascista, è il grande matematico napoletano. La sua vita fu caratterizzata dalla lotta e dal suo spirito anticonformista.

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Renato Caccioppoli

Renato Caccioppoli genio antifascista, è il grande matematico napoletano. Nasce il 20 gennaio del 1904 e muore suicida, a palazzo Cellamare, l’8 maggio 1959. A volte i matematici si ricordano più per le stranezze della loro vita, che non per i risultati del loro lavoro. E Caccioppoli è uno di questi.

Figura quasi leggendaria della matematica italiana del secolo scorso a cui sono forse legati più aneddoti per il suo carattere bizzarro e ribelle che, per il periodo storico in cui visse. Ancora oggi le sue bizzarrie, si raccontano nei corsi universitari di Analisi Matematica.

Renato Caccioppoli: biografia

Caccioppoli inizia i suoi studi con Ingegneria. Poi passa a Matematica e dunque si laurea nel 1925. La sua è una brillante carriera accademica con pubblicazioni, docenze e riconoscimenti scientifici. Egli è una figura celebre nel campo di studi e di sviluppo dell’analisi matematica. La sua genialità influenzò e continua ad influenzare tutt’oggi il pensiero matematico mondiale. La sua vita purtroppo, non fu spesa soltanto nel campo della ricerca, ma fu anche caratterizzata dalla lotta e dal suo spirito anticonformista. 

Nel dopoguerra riprende l’impegno scientifico e partecipa, non senza atteggiamenti critici, all’attività politica del partito comunista. In questo periodo si intensificano i riconoscimenti accademici. Pertanto, nel 1958 diviene membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Egli è anche un appassionato di cinema. Perciò partecipa a Napoli all’organizzazione del “Circolo del Cinema” uno dei primi cineforum italiani.

Gli ultimi anni della sua vita sono segnati dalla disillusione politica, dall’affievolirsi della geniale creatività matematica e dalla triste separazione dalla moglie. Perciò prende a bere sempre più. Si isola progressivamente dagli amici e dall’ambiente universitario. 

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Il genio antifascista

Caccioppoli era noto per il suo temperamento anticonformista. Sperimentò infatti la vita dei barboni, ed è arrestato per accattonaggio. Un giorno fu fermato di notte dalla polizia per un controllo a Piazza Garibaldi, a Napoli, vicino alla stazione ferroviaria. Zona ad alta densità di delinquenza e prostituzione. Quando asserì di essere docente di analisi matematica all’Università Federico II di Napoli, gli agenti non gli credettero e lo portarono in caserma.

Durante il fascismo è arrestato invece, per le sue posizioni antiregime. Pertanto viene internato in ospedale psichiatrico. Qui approfondisce gli studi matematici e la passione per il pianoforte. Da una cartella clinica dell’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi di calata Capodichino, si legge: di “ingegno supernormale”. Si evidenziano dunque, la genialità e le straordinarie capacità di Caccioppoli che varcò la soglia del manicomio a seguito del celebre discorso contro Hitler e Mussolini, in occasione della visita del dittatore nazista a Napoli.

Nel maggio del 1938, proprio in occasione della visita di Hitler a Napoli, il matematico decide, con coraggio, di denunciare gli orrori del nazismo e del fascismo. E lo fa in presenza dell’OVRA, la polizia segreta dell’Italia fascista, mettendosi a cantare la Marsigliese.

La sua lotta contro le istituzioni, non sorprende. Non per nulla era nipote di Mikhail Bakunin , il “padre” dell’anarchismo moderno.

L’attività di convinto antifascista di Renato Caccioppoli, si espresse spesso anche in atti di sarcastica presa in giro contro il regime. Infatti è famoso il suo gallo tenuto al guinzaglio per ridicolizzare gli aspetti più grotteschi della dittatura fascista. L’immagine del matematico che tiene al guinzaglio un gallo è davvero esilarante.

Alcuni degli aneddoti di Renato Caccioppoli

  • Alla domanda su quale fosse l’invenzione più utile in assoluto, rispose che era il metodo di Ogino-Knaus quando funzionava, e che questo metodo era anche l’invenzione più inutile, quando non funzionava.
  • Un giorno uno studente gli chiese: “Professore secondo lei qual è la frase più vera in assoluto?” attendendosi forse una risposta di mirabile complessità o comunque di argomento scientifico. Caccioppoli rispose: “Al cuore non si comanda”.
  • Durante una lezione, Caccioppoli chiese a uno studente: “Sei in cucina, devi cucinarti un piatto di spaghetti. La pentola con l’acqua è sul tavolo di cucina. Il fornello è già acceso. Qual è la prima operazione che fai?”
  • “Metto la pentola sul fornello” risponde pronto il ragazzo.
  • “E se la pentola non si trova sul tavolo, ma sul piano della credenza?”
  • “Fa lo stesso: metto sempre la pentola sul fornello”.
  • “No: se sei un matematico, la metti sul tavolo di cucina e ti riconduci al caso precedente.”

Il tragico epilogo

Ma che cosa accadde a Caccioppoli da indurlo nel maggio del 1959 a suicidarsi? Un genio della matematica con un’alta credibilità sociale che conosceva quattro lingue. Aveva interessi nel mondo della politica, della letteratura, e del cinema. Una passione viscerale per la musica, infatti a diciassette anni suonava perfettamente pianoforte e violino. Poteva mai elaborare l’idea di una morte anticipata?

La moglie Sara lo aveva abbandonato, andando a vivere con Mario Alicata. Il quale era proprio un dirigente di quel partito comunista da cui si sentiva tradito. Inoltre la repressione sovietica dell’Ungheria, del 1956, minò alle fondamenta le sue certezze e gli ideali. Questo, spense definitivamente in lui l’impegno politico.  

Forse anche la propria vena matematica sembrava averlo abbandonato, tanto che prese a bere sempre di più e andò progressivamente isolandosi. Fino a quando, venerdì 8 maggio 1959, invece di andare all’università per l’ultima lezione dell’a.a. 1958-59, rinchiuso nel proprio appartamento di palazzo Cellamare, si tolse la vita con una Beretta 7,65.

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