Relitto del XVII secolo rinvenuto nelle acque antistanti Camogli

Nuovo ritrovamento di un relitto marino, scoperta degna di rilievo

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Si sa che l’Italia è un museo a cielo aperto. Ma in realtà la storia e l’arte ci attraversano ovunque, anche nei fondali del mare.

Tanti eventi, indietro anche millenni o comunque secoli, che hanno costituito le nostre radici, ogni tanto emergono dalla terra, o dai fondali.

E’ questo il tipico caso di una scoperta marina.

Siamo al largo di Camogli, in Liguria. Una zona battuta da epoca antichissima, dai Liguri prima, addirittura dagli Etruschi, poi dai Romani, e via via venendo avanti nei secoli.

Questa volta il braccio di mare tra Punta Chiappa e la chiesa di San Nicolò di Capodimonte ha fatto scoprire nei suoi fondali un galeone, presumibilmente del XVII secolo.

Subito si è gridato alla scoperta sensazionale. Si è infatti pensato alla leggendaria “Santo Spirito e Santa Maria di Loreto”, nave mercantile ragusea naufragata il 29 ottobre 1579.

La scoperta è avvenuta grazie a due esperti sommozzatori della vicina Santa Margherita Ligure, in immersione nella zona limitrofa a Porto Pidocchio.

La scoperta è stata annunciata dalla Soprintendenza.

Gli elementi lignei disposti a pettine, ben visibili e incredibilmente conservati, visto che non erano coperti da sedimenti marini, hanno destato grande interesse.

Gli studi verranno condotti una volta riportato alla luce il relitto. Si tratta comunque di una scoperta degna di rilievo, in quanto è il primo ritrovamento di un relitto di quell’epoca.

Infatti, non ci sono molti casi nel Mediterraneo di relitti in legno rinvenuti ancora conservati, come sembrerebbe questo di Camogli.

In particolare, la parte riemersa sarebbe quella della fiancata, che consentirebbe anche di ricostruire l’arte navale del periodo.

Non si sa ancora se il relitto sia la “Santo Spirito”, sulla quale l’interesse è vivo dagli anni 70, da quando cioè si ricercano i resti dell’imbarcazione affondata dopo un fortunale, sul cui evento non sono mancate leggende e storie correlate.

Per ora è davvero prematuro avanzare ipotesi, ma meglio è attendere gli studi, con la consapevolezza comunque dell’importanza di quanto il mare ci ha restituito.

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