Relazionismo e rappresentazionalismo: una disputa appianata?

0
211

L’esperienza percettiva, passa attraverso due canali molto importanti: il relazionismo e il rappresentazionalismo. Ma tali fenomeni di percezione, vanno letti in chiave differenziato o, portano la loro unione allo stesso livello?

La percezione: relazionismo o rappresentazionalismo?

Per capirne bene il concetto, è necessario far fronte alla conoscenza di entrambi i fenomeni. Il primo, sostiene l’esistenza della consapevolezza della relazione fra il soggetto e gli oggetti percepiti. Per il rappresentazionalismo invece, la percezione, risulta essere un’attivazione di rappresentazione, appunto, che li accoglie. Le neuroscience, intendono la percezione attuarsi in tre differenti step: l’oggetto, la luce riflessa dall’oggetto in questione e, la ricezione di tale luce per mezzo dell’occhio. Parlare di percezione, implica che ci si sta riferendo ad eventi esclusivamente mentali e cerebrali. Per espletare l’informazione, è necessario servirsi di un ulteriore considerazione. Mediante la considerazione di William Child, comprendiamo che un soggetto percepisce un oggetto se ha un esperienza visiva. È chiaro che bisogna necessariamente comprendere di quale tipo di soggetto stiamo parlando.

La cattiva informazione che modifica la nostra percezione della realtà

I tre tipi di soggetto

Secondo l’affermazione sopra fatta, si dovrebbero studiare tre tipologie di soggetto: quello trascendentale, l’empirico e, esperienziale. Quest’ultimo, è la tipologia di soggetto che si costituisce in quanto ha avuto la percezione dello stesso come oggetto del mondo. Quello empirico, invece, costituisce parte della catena causale che va da un soggetto ad un oggetto fino agli organi recettoriali. Il trascendentale, è preesistente ad ogni esperienza percettiva. Il soggetto legato alla teoria di Child, è quello empirico. In tal modo però, le percezioni illusorie e la distinzione con quelle allucinatorie, diviene impossibile. Ed è qui che si prende in esame un ulteriore tentativo di spiegazione di Alex Byrne. Egli mostra come, un’esperienza priva del contenuto, sia falso a fronte del disgiuntivismo di percezioni e illusioni contro allucinazioni. Nei casi illusori, le cose appaiono esattamente come in una normale percezione. Ma la spiegazione, potrebbe aggirarsi una differenza di attivazione nel soggetto empirico. In quest’ultimo infatti, i recettori legati alla retina si attivano, come illusori. Mentre ciò non accade negli stati allucinatori.

Commenti