Regole dell’acqua, regole per la vita

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Si è conclusa ieri il Forum Internazionale di Milano sulle Regole dell’Acqua, dal titolo Rules of Water, Rules for Life.

La manifestazione ha posto la luce sul ruolo fondamentale dell’acqua nella nostra società, quale risorsa economica, ambientale e sociale. La due giorni milanese è stata un’occasione per discutere sulle tematiche relative alla risorsa Acqua, e della sua gestione. L’evento, svoltosi alla presenza della Presidenza Italiana Del G7, ha visto la presenza di oltre 60 esperti provenienti da 14 paesi.

L’acqua è sempre stata una risorsa fondamentale per la vita sulla terra. Negli ultimi anni, a fronte di una popolazione in continuo aumento, le risorse idriche disponibili per il consumo umano sono diminuite soprattutto a causa dell’inquinamento in cui versano diversi corpi idrici, e ad una gestione non sempre efficace.  L’acqua e soprattutto l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sono considerati “un bene comune e un diritto di tutti” come riconosciuto dall’ONU durante l’assemblea delle Nazioni Unite del 2010 tenutasi a New York. Tuttavia allo stato attuale, l’acqua non è una risorsa accessibile a tutti, allo stesso modo.

La carenza idrica è una delle tematiche negative che maggiormente caratterizzano i nostri tempi. Il problema diventa più grave se si tiene conto delle forti disparità che si hanno nell’accesso e nell’utilizzo della risorsa tra le diverse nazioni. Infatti, allo stato attuale, l’80% circa delle risorse idriche della terra è controllato e gestito da una piccola fetta della popolazione mondiale, circa l’11%,che corrisponde alla parte residente nei paesi più avanzati. A fronte di questo circa 80 nazioni soffrono una condizione di persistente carenza d’acqua, e addirittura, si conta che circa 1,5 miliardi di persone non abbiano accesso ad acqua pulita. La disparità è evidente, in particolare, se si vanno ad analizzare i diversi consumi idrici pro capite al giorno nei diversi stati che variano dai 20 litri di consumo medio nei paesi in via di sviluppo (valore sostanzialmente al di sotto della quota di 40 litri stabiliti come diritto minimo dall’ONU ), che diventano 10 nei casi più estremi, come ad esempio il Madagascar, ai 425 litri consumati negli Stati Uniti.

Le disuguaglianze nell’accesso alla risorsa pongono l’evidenza su una gestione inadeguata delle risorse globali, in particolare se si considera che gran parte dell’impronta idrica del mondo occidentale ricade sui paesi sottosviluppati per la produzione di una serie di merci di uso comune. Ad aggravare questa situazione si aggiunge una gestione scorretta e ingiusta a della risorsa acqua anche a livello locale. Questa serie di fattori ha generato una serie di vere e proprie guerre civili in diverse Città, Regioni o Stati del mondo per l’Acqua.

Casi di conflitti sono stati  registrati nella provincia di Tucuman in Argentina, nelle città di La Paz, El Alto e Cochabamba in Bolivia, nella regione del Valle del Cauca in Colombia e nella città di Guayaquil in Equador, e in Ghana dove da diversi anni è in corso un processo di privatizzazione dell’acqua e dei servizi idrici sull’intero territorio nazionale. In tutte le situazioni citate ampie fasce della popolazione non hanno ancora accesso all’acqua a causa di carenza della risorsa o, più frequentemente, di una gestione inefficiente della risorsa.

A conclusione dell’evento è stata prodotta una dichiarazione in cui si afferma che “acqua e salute sono diritti umani fondamentali per lo sviluppo sostenibile, l’inclusione sociale e la pace tra i popoli”.

La due giorni milanese ha trattato diversi argomenti quali, l’approvvigionamento dell’acqua potabile nelle zone rurali e nelle aree metropolitane, cibo, agricoltura, energia e questioni di genere. Tuttavia la manifestazione si è concentrata prevalentemente su quello della gestione delle acque nelle aree metropolitane, con un concorso che ha visto 100 studenti provenienti da 13 istituti italiani che avevano il compito di elaborare soluzioni innovative per la gestione sostenibile delle risorse idriche.

L’evento ha rappresentato l’occasione per mettere in luce il ruolo chiave delle donne nella gestione dell’acqua. La due giorni milanese ha visto infatti l’assegnazione del Premio Internazionale Women Peacebuilders for Water assegnato alle donne che si battono per risolvere i conflitti legati all’acqua a tre donne, la Somala Amina AAbdulkadir, la statunitense Erika Weinthal e l’italiana Mara Tignino.

L’organizzazione di manifestazione di questo tipo risponde alla necessità di promuovere l’acquisizione di una coscienza globale sul problematiche relative all’acqua e proporre nuove soluzioni innovative per la gestione sostenibile della risorsa.

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