Regolamento di Dublino: perché l’UE vuole abolirlo?

Il regolamento di Dublino verrà sostituito. Questa è la promessa fatta dall'UE. Ma cos'è il trattato di Dublino? Che problemi ci sono?

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regolamento di Dublino

Il 16 settembre Ursula von der Leyen ha tenuto il primo discorso sullo stato dell’Unione. Uno dei temi trattati è stato quello migratorio e in particolare, l’abolizione del regolamento di Dublino. Il discorso intero è durato circa un’ora. Von der Leyen ha poi ribadito che nessuno dei temi trattati raggiungerà l’obbiettivo imposto senza la collaborazione di tutti e i 27 stati membri. “La forza dell’Unione sta nell’unire le forze”.

Cos’è il regolamento di Dublino?

Il trattato di Dublino è stato sancito nel 1990, al fine di dare delle linee guida negli stati membri sui richiedenti asilo. In particolare, questo regolamento lega la richiesta d’asilo di un migrante, al primo paese che lo accoglie.

Il trattato si riferisce a una particolare categoria di migranti: i rifugiati. I rifugiati sono persone che scappano da persecuzioni o guerre, e la sua definizione è sancita giuridicamente a livello internazionale. Gli accordi volevano trovare una linea comune, per capire quale stato avrebbe dovuto esaminare la domanda dei rifugiati, ed eventualmente, fornire loro asilo.

E’ in particolare sottolineare che, il trattato, non fornisce delle linee guida per decidere se un rifugiato meriti o no di stare in un determinato paese. Questi criteri sono soggettivi e dipendono dalle scelte di ogni stato. Si evitano inoltre, confusioni o conflitti di responsabilità tra vari stati. In questo modo, un richiedente asilo non può fare domanda in più stati membri.

Regole e critiche

Le regole del trattato di Dublino sono molto semplici e rispondono al quesito: quale Stato deve farsi carico della domanda di asilo di ciascun migrante? In primo luogo, se un rifugiato ha parenti stretti in un determinato paese, dove questi abitano legalmente, sarà quello Stato a gestire la sua domanda d’asilo. In secondo luogo, se non ci sono parenti stretti o legami accertati, lo Stato che si farà carico della domanda d’asilo sarà il primo in cui il rifugiato mette piede.

Cominciamo con il dire che ci sono delle criticità. Infatti, molti hanno definito queste regole vaghe e ingiuste.

Quali sono i problemi del regolamento di Dublino?

Sicuramente, il primo problema di questo trattato riguarda il meccanismo del primo ingresso. Questo fa sì che migliaia di migranti rimangano nel primo paese dove sono arrivati per andare in Europa. In questo modo, il peso dei flussi migratori ricadrà su determinati paesi, come ad esempio Italia e Grecia.

Inoltre, molti criticano le norme di Dublino considerandole vecchie. Dobbiamo ricordarci che i paesi membri lo hanno scritto più di trent’anni fa e attualmente può risultare datato.

Infine, questo trattato è stato definito immaginando dei flussi migratori regolari. Per un po’ è stato così, ma a partire dal 2013 le cose sono cambiate. Infatti, in quell’anno sono arrivarono molti rifugiati da Africa e Medio Oriente. Per questo motivo, Italia e Grecia smisero temporaneamente di registrare gli arrivi.

Come verrà sostituito?

Ursula von der Leyen non ha specificato come verrà sostituito il trattato. Tuttavia, le proposte saranno presentate ai membri del Consiglio europeo il 23 settembre.

In ogni caso, il principio sarà quello di superare il meccanismo del primo ingresso, per togliere il “peso” sia economico che di organizzazione a Grecia e Italia. Secondo l’UE però: “Il nuovo meccanismo europeo avrà strutture comuni che si occuperanno delle richieste di asilo e dei rimpatri, e un forte meccanismo di solidarietà”

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