Regno Unito: avidità e capitalismo ombre del vaccino

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Nota come la nazione “un passo più avanti” delle altre, il Regno Unito sta sicuramente dando una lezione a tutti per quanto riguarda la produzione e lo sviluppo del vaccino. Boris Johnson ha attribuito il successo della campagna vaccinale del Regno Unito “al capitalismo” e “all’avidità”. Ma qual è la verità sulla campagna vaccinale inglese?

Regno Unito: a chi va attribuito il successo del vaccino?

Boris Johnson ha attribuito il successo della campagna vaccinale del Regno Unito “al capitalismo” e “all’avidità”. Non è sicuramente la prima volta che Johnson trae le lezioni economiche sbagliate dalla crisi del covid-19. Non è nemmeno la prima persona a considerare i vaccini un successo del settore privato. Tuttavia vale la pena di ricordare che il vaccino AstraZeneca è stato creato dagli scienziati dell’università di Oxford, e in seguito sviluppato e distribuito dal gigante farmaceutico anglosvedese. Eppure a essere celebrati pubblicamente sono stati solo i privati. La verità è che nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione dei vaccini è stata riversata una quantità senza precedenti di fondi pubblici.

I fondi pubblici spesi nel Regno Unito per il vaccino

I fondi pubblici spesi per la ricerca e lo sviluppo hanno spesso una natura imprenditoriale. Queso significa che i governi investono nelle prime e più rischiose fasi dell’innovazione sanitaria, prima che esista un mercato. Questo è uno dei motivi per cui le aziende sono riuscite a sviluppare un vaccino per il covid-19 in tempi record. Come ha chiarito un recente rapporto dell’Industrial strategy council, la svolta nelle vaccinazioni contro il covid-19 sarebbe stata impensabile senza il coinvolgimento dello stato. Un efficace e “mirato” coordinamento governativo è stato fondamentale per il successo della campagna di vaccinazione contro il coronavirus.

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La rinuncia a una strategia industriale

E’ sicuramente chiaro e noto quanto sia vitale avere una strategia industriale a lungo termine, che investa nella produttività e nella crescita economica, e al tempo stesso abbia obiettivi più ambiziosi, come affrontare la crisi climatica e le future pandemie. Tuttavia Johnson sta rinunciando a una strategia industriale sensata. La soppressione, da poco annunciata, dell’Industrial strategy council, fa pensare che non si farà tesoro del prezioso lavoro di questa istituzione. Il fatto che i tagli alla ricerca britannica avvengano durante una pandemia globale lancia un messaggio preoccupante sulle priorità del primo ministro.

Un surplus di vaccini

Affrontare il monopolio delle case farmaceutiche sulla scienza, sulle competenze tecniche e sulla tecnologia, e condividere questa missione con più paesi possibili, sarà fondamentale per aumentare e decentralizzare la produzione di vaccini in tutto il mondo. Quando ha parlato di avidità, Johnson in realtà ha identificato il problema del sistema, non qualcosa che merita un elogio. La promessa del governo britannico di donare il surplus di vaccini è un buon inizio ma serve una leadership forte e una speranza. Invece Boris Johnson sembra attaccato all’ idea che saranno il capitalismo e l’avidità a vaccinare il mondo e a contribuire alla ricostruzione dopo la pandemia.