Regno Unito-Ruanda: il trasferimento dei migranti è definitivo

La Corte d'Appello ha respinto un ennesimo ricorso, e non ne verranno accettati altri. Il primo volo è previsto per venerdì

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Regno Unito-Ruanda: il trasferimento dei migranti è definitivo

Dei giudici del Regno Unito hanno respinto una nuova richiesta per impedire il trasferimento di alcuni richiedenti asilo giunti nel Paese in Ruanda. L’UNHCR e diversi gruppi per i diritti umani si oppongono fermamente al progetto, nonostante il governo insista sul fatto che il Ruanda sarà idoneo per portare avanti il progetto.

Regno Unito-Ruanda: qual è la decisione definitiva dei giudici?

I giudici di un tribunale del Regno Unito hanno respinto la richiesta di impedire al Paese di far partire il primo volo di richiedenti asilo verso il Ruanda. La richiesta era giunta da un gruppo di attivisti. Anche il capo dei rifugiati delle Nazioni Unite aveva definito questo trasferimento “catastrofico”. Un ente di beneficienza aveva dunque lanciato un ricorso insieme a un sindacato nel tentativo di fermare questo progetto stabilito e approvato venerdì dall’Alta Corte. Secondo i giudici, la Corte d’Appello non era nella condizione di interferire con la sentenza, che risultava “chiara e dettagliata”, pertanto non si accetteranno più ulteriori ricorsi in merito alla faccenda.

Il progetto di Londra

Il progetto del governo di Londra di espellere alcuni richiedenti asilo in Ruanda prevede la partenza con un volo charter nella giornata di venerdì. Non è ancora chiaro dalle informazioni giunte finora dalle autorità chi effettivamente siano le persone selezionate per l’espulsione. Anche l’aeroporto scelto per l’imbarco è al momento sconosciuto. Alcuni enti di beneficienza sostengono che originariamente il gruppo di persone includesse alcuni rifugiati da Afghanistan, Siria, Iraq e Iran, e che siano in totale poco meno di una dozzina.

UNHCR e attivisti contro la decisione del governo inglese

I gruppi per i diritti umani sostengono si tratti di una politica “disumana”, che “metterà a rischio i richiedenti asilo”. Già due impugnazioni sono state respinte dall’Alta Corte. D’accordo con questi gruppi è anche, appunto, l’UNHCR, secondo cui il Ruanda non avrebbe la capacità di elaborare le richieste in quanto la situazione in termini di diritti civili non è stabili e tuttora sotto controllo. Per questo, ritiene che alcuni migranti possano venire rimpatriati negli stessi paesi da cui sono fuggiti.

Il governo britannico insiste sull’efficacia dell’accordo Regno Unito-Ruanda

Il governo sembra tuttavia vedere in questo progetto un qualcosa di utile. Il primo ministro britannico Boris Johnson e il ministro dell’Interno Priti Patel hanno ribadito che la politica è necessaria per frenare un’ondata migratoria attraverso la Manica della Francia, spesso rischiosa per i migranti stessi. Londra ha pertanto stretto un accordo con il governo di Kigali. Esso prevede che tutti coloro che continueranno a sbarcare illegalmente nel Regno Unito riceveranno un biglietto di sola andata per il Ruanda, volto al reinsediamento nel Paese d’arrivo. Londra ha inoltre insistito sul fatto che il Ruanda non è affatto un Paese poco stabile, e che è anzi una destinazione sicura con le capacità di accoglienza necessarie.


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