Regno Unito: coppia di medici fa causa al governo

Entrambi medici, lei in dolce attesa. Ora la coppia farà causa al governo: "troppi operatori sanitari stanno perdendo la vita"

0
239

REGNO UNITO – Marito e moglie incinta, entrambi medici, stanno facendo causa al governo britannico per non essere adeguatamente tutelati dalle autorità nell’affrontare l’emergenza sanitaria in un momento in cui scarseggiano i dispositivi di protezione individuale (DPI) tra il personale medico e sanitario a livello nazionale.

Meenal Viz e Nishant Joshi che lavorano ogni giorno a stretto contatto con pazienti affetti da coronavirus temono per la salute propria e soprattutto del loro nascituro. 
La giovane coppia accusa il governo di non adempiere all’obbligo di tutelare la salute dei cittadini e del personale medico in particolare, avendo diramato una serie di linee guida confuse e contraddittorie che non vengono seguite in modo uniforme sul territorio nazionale. Inoltre, Il Regno Uniti sta scontando come molti altri Paesi europei e non solo, le difficoltà nel reperimento di dispositivi di protezione individuale da distribuire anzitutto tra gli operatori sanitari.

Alla trasmissione Good Morning Britain di questa mattina la dottoressa Meenal Viz ha spiegato le ragioni per le quali s’è vista costretta assieme al marito a intentare causa al governo. 

La specialista ha evidenziato che le pur “schizofreniche” linee guida diramante dalle autorità, in continuo aggiornamento e molto diverse da zona a zona del Paese, dovrebbero in ogni caso garantire la salute e la sicurezza del personale medico e sanitario costretto a lavorare senza sosta durante l’emergenza epidemiologica.

Nella trasmissione del mattino, la Viz si è chiesta da chi stia reperendo informazioni il governo e, soprattutto, chi lo stia consigliando riguardo ai provvedimenti da adottare: “Le linee guida che abbiamo attualmente stanno costando la vita ai nostri operatori sanitari. È ovvio, stanno morendo”, ha accusato la dottoressa.

E ha aggiunto: “Molti medici temono per la loro sicurezza personale quando si recano in ospedale perché le direttive continuano a cambiare e sono molto diverse lungo tutto il Paese”.

Secondo Viz il principale problema è che mancano regole condivise sul territorio nazionale: “Non è [un’attuazione] omogenea. Le linee guida non sono uniformi nel Paese e sembrano essere fondate su supposizioni piuttosto che su evidenze scientifiche e questo sta costando viteSta costando a noi operatori sanitari che ci ammaliamo e se ci ammaliamo non possiamo prenderci cura dei nostri pazienti, come nostro compito

E compito del governo è quello di tutelarci”, ha dichiarato.

La coppia ha promosso l’azione legale proprio nel momento in cui scarseggiano i dispositivi di protezione individuale (DPI) da distribuire in primis al personale ospedaliero.

La scorsa settimana al personale sanitario era stato chiesto di indossare dei semplici grembiuli di plastica a mo’ di protezione una volta esaurite le scorte degli appositi indumenti protettivi, specie le lunghe e spesse tute monouso generalmente impiegate nel caso vi siano forti rischi di contagio o di contatto con sostanze nocive.

La misura contraddice radicalmente le prime disposizioni del sistema sanitario nazionale, che imponeva a medici e infermieri di utilizzare esclusivamente gli abiti adoperati per le procedure ospedaliere ad alto rischio.

Nel Regno Unito, almeno 60 operatori sanitari sono deceduti per le conseguenze dell’infezione del coronavirus.
Per fare un raffronto, in Italia hanno perso la vita oltre 400 medici per lo stesso motivo.

Secondo quanto ha registrato il sondaggio del Royal College of Nursing almeno la metà del personale infermieristico, compreso quello che normalmente presta servizio negli ambienti ad alto rischio, ha dichiarato di essersi sentito costretto a lavorare senza le dovute precauzione per la la mancanza di equipaggiamento sanitario.

Spesso il personale si è visto costretto a riutilizzare kit che dovrebbero essere monouso e indossare protezioni acquistate a proprie spese o realizzate in casa.

Delle 40 tonnellate di equipaggiamenti spedite dalla Turchia sulle quali il Regno Unito faceva affidamento mercoledì, purtroppo, ne sono giunte a destinazione appena la metà. 

Affiancata dal marito Joshi la dottoressa Viz ha affermato: “Siamo incredibilmente preoccupati per il numero in continua crescita di operatori sanitari che si sono ammalati gravemente o che hanno perso la vita a causa del covid-19. È dovere del governo tutelare la salute dei propri sanitari”.

E ha aggiunto: “C’è grande ansia tra i medici per i protocolli di sicurezza che sembrano cambiare senza ragione”.

Il Public Health England (PHE) del Dipartimento della sanità e dell’assistenza sociale del Regno Unito che si è costituito in qualità di rappresentante del governo nel procedimento avviato dalla giovane coppia di medici si è difeso adducendo che l’azione dell’esecutivo sia “coerente” con le raccomandazioni diramate dall’OMS. 

In merito, un portavoce del PHE ha assicurato: “La sicurezza di coloro che lavorano in prima linea nell’ambito dell’assistenza sanitaria e sociale è la nostra priorità numero uno”.

Commenti