Referendum Serbia: sì alla depoliticizzazione della magistratura

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Referendum Serbia

La Serbia ha votato sì al referendum sulla depoliticizzazione delle nomine di giudici e pubblici ministeri. Il presidente Aleksandar Vucic ha affermato che l’esito positivo è un passo in avanti per rafforzare lo staro di diritto.

Referendum Serbia: cos’è successo?

I cittadini serbi hanno votato a favore del referendum costituzionale. Con circa il 60,5% dei voti a favore, la Serbia ha approvato in un referendum la riforma costituzionale che prevede depoliticizzazione delle nomine di giudici e pubblici ministeri. Tuttavia l’affluenza è stata bassa. Solo il 30% degli aventi diritto si è recato alle urne. USA, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e UE avevano accolto con favore il referendum, affermando che è di “un passo chiave per rafforzare l’indipendenza della magistratura”. Per Bruxelles inoltre il referendum rappresentava un passo importante verso la futura adesione della Serbia all’UE.  La riforma prevede che giudici e pubblici ministeri non saranno più eletti dal parlamento ma da un consiglio.

Le dichiarazioni del presidente Vucic

Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha affermato che l’approvazione di tale riforma è molto importante per rafforzare lo stato di diritto, sottolineando che il sistema giudiziario, oggi, è percepito come corrotto. “La Serbia ha inviato un’immagine positiva al mondo e credo che svilupperemo un’ulteriore democratizzazione, per quanto riguarda una magistratura e una procura indipendenti. Penso che abbiamo fatto una buona cosa per il nostro paese”, ha detto Vucic.  


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