Referendum in Catalogna: la polizia spagnola impedisce di votare

0
256

Ore cariche di tensione in tutta la Catalogna per il referendum che chiede l’autonomia della regione. Si sono avute, da stamane, numerose irruzioni in quasi tutti i seggi catalani, dove le forze dell’ordine spagnole stanno portando via le urne e impedendo un voto dichiarato illegale e incostituzionale dal Tribunal Constitucional spagnolo, l’equivalente della nostra Corte costituzionale.

Il 20% dei seggi sono stati occupati dagli uomini della Guardia Civil, che fa capo al governo centrale di Madrid e che interviene per sopperire all’intervento dei Mossos d’Esquadra, la polizia locale catalana, che ha deciso di ammutinarsi decidendo non obbedire agli ordini di Madrid.

Conseguenzialmente a ciò il governo Rajoy ha dispiegato sulla città le unità, circa 45 mezzi anti-sommossa, della Guardia Civil, in attesa di ordini presso il porto di Barcellona, per convogliarla davanti e dentro i seggi, che sarebbero dovuti diventare operativi a partire dalle nove di questa mattina.

In alcuni di questi seggi ci sono stati degli scontri, e si parla già di un’anziana ferita nell’irruzione della polizia spagnola nel collegio Freire del quartiere di Roquetes a Barcellona.

Si fa sempre più duro braccio di ferro contro il governo spagnolo. Già da ieri Madrid aveva dichiarato che avrebbe impedito in qualsiasi modo il voto incostituzionale ai cittadini catalani. Questi ultimi, malgrado l’esplicito divieto, hanno presidiato i seggi di Barcellona, Badalona, Sant Joan Despì, Girona, Terrassa e Tremp per l’intera nottata.

Il sindaco di Barcellona Ana Colau, attacca su Twitter il premier spagnolo Mariano Rajoy definendolo “un capo del governo codardo” che “ha inondato di polizia la nostra città”. E continua scrivendo “Barcellona è una città di pace, non ha paura”.

Il rappresentante del governo di Madrid in Catalogna, Enric Millo, riferendosi alle azioni della polizia nei seggi ha dichiarato di essere “stati obbligati a fare quello che non volevamo fare. La polizia nazionale e la Guardia Civil hanno dovuto agire perché i Mossos d’Esquadra hanno messo criteri politici davanti a quelli professionali”.

Gli agenti, in tenuta anti-sommossa sono intervenuti nel seggio di Sant Julia de Rumis a Girona dove alle 9.15 era previsto il voto del presidente catalano Carles Puigdemont, sostenitore della mozione indipendentista.

Anche qui la Guardia Civil ha dovuto allontanare la stampa usando la forza per spostare la folla di cittadini che dalla notte precedente erano accampati a presidio del seggio. Dopo aver fatto sgombrare gli occupanti, le forze dell’ordine hanno sfondato le porte per cercare le urne e portarle via – così come è stato ordinato loro la procura spagnola – anche da questo seggio.

Gli indipendentisti si sono subito riorganizzati cambiando le regole del referendum. Il governo catalano ha lanciato il ‘censo universal’ e ogni cittadino catalano potrà votare in ogni seggio, non per forza in quello di appartenenza. Si potrà inoltre votare accedendo ad un portale internet dove ci si dovrà registrare con il numero della tessera elettorale e quello della carta d’identità.

In risposta a questo mutamento, la polizia spagnola, oltre a sbarrare i seggi, ha già tagliato i collegamenti Internet ad alcuni seggi elettorali, e sta pensando di applicare questo provvedimento a tutta la regione catalana per cercare di impedire il voto elettronico degli indipendentisti. Il governo di Madrid inoltre, ha preso il controllo del centro Telecomunicazioni della Generalitat, scollegando le applicazioni che consentono il conteggio dei risultati.

“Questo referendum – dichiarazioni del governo spagnolo – ha perso ogni rispettabilità e credibilità democratica”. Questa è la linea di pensiero di Madrid riguardo la notizia che le regole per poter votare sono state cambiate negli ultimi minuti per favorire la maggior partecipazione possibile dei cittadini catalani.

Puigdemont al voto

“È un attacco alla democrazia, votiamo lo stesso” è la risposta a muso duro degli indipendentisti.

Intanto il Presidente Puigdemont della Generalitat de Catalunya, il governo autonomo della comunità autonoma spagnola, inseguito all’irruzione della polizia nel seggio deputato al suo voto, avrebbe votato in un altro seggio, sempre a Girona. Anche il vicepresidente catalano Oriol Junqueras ha votato in un altro seggio dopo che la polizia ha fatto irruzione in quello in cui avrebbe dovuto recarsi.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here