Referendum auto elettriche: la proposta di Salvini

Matteo Salvini afferma che, in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni del 25 settembre, la Lega proporrebbe un referendum per votare a favore o contro lo stop alle auto con motore endotermico.

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Salvini referendum auto elettriche
Salvini propone referendum in Italia su auto elettriche (screenshot Instagram).

La Lega non ha mai apprezzato la normativa europea relativa al passaggio totale ai motori elettrici. Alessandro Morelli, viceministro alle Infrastrutture, ha infatti affermato che ciò vorrebbe dirsi arrendersi “alla dittatura cinese” in termini di mercato e produzione. In questi giorni di campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre, Matteo Salvini ha lanciato l’idea di un referendum auto elettriche che dia agli italiani la possibilità di scegliere se accettare o meno di mettere da parte i motori endotermici entro il 2035.

Salvini pensa a un referendum auto elettriche in caso di vittoria alle elezioni

Il 21 settembre, durante un evento a Torino, Matteo Salvini si è soffermato proprio sulla questione dello stop a vetture endotermiche sancito dall’Unione Europea. Il leader della Lega ha detto che, se il centrodestra dovesse vincere le elezioni, allora sarebbe pronto a lanciare un referendum auto elettriche per dare l’ultima parola ai cittadini. L’ex ministro dell’Interno ha esordito così: “Visto che i geni dell’Europa hanno approvato una norma che mette fuori legge le auto a benzina e diesel dal 2035, è una follia, significa distruggere il settore dell’auto in Italia, significa licenziare a Torino per dare lavoro a Pechino”.

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“Referendum popolare in Italia per bloccare questa follia”

Proseguendo con il suo intervento sul settore delle auto, Matteo Salvini ha spiegato: “Cosa propone la Lega? Se ci darete la forza di andare al governo, un bel referendum popolare in Italia per bloccare questa follia. Siano gli italiani a dire sì o no a un regalo alla Cina”. Se l’idea c’è, bisogna però capire se, in caso di governo di centrodestra, si potrebbe realmente applicare. Infatti, siccome ci si trova di fronte ad un regolamento europeo – e non ad una direttiva – la strada per avviara una consultazione popolare sarebbe alquanto ardua. Difficile che si possa approntare un referendum abrogativo, poiché l’articolo 75 della Costituzione stabilisce che questo non debba riguardare temi inseriti in trattati internazionali.