Referendum annessione alla Russia: i cittadini sono costretti a votare

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I russi sostengono davvero la guerra in Ucraina?

I funzionari ucraini hanno riferito che i cittadini sono costretti con la forza a votare al referendum sull’annessione alla Russia. Il presidente americano Joe Biden ha affermato che i referendum sono una farsa. Ha poi detto che gli USA non riconosceranno mai territori ucraini che non siano altro che parte dell’Ucraina. Biden ha poi annunciato che lavorerà con i partner per imporre “rapidi i severi costi economici alla Russia”.

Referendum annessione alla Russia: cosa sta succedendo?

Al via il referendum indetto dalle autorità russe che prevede, in caso di vittoria, l’annessione della regione del Donbass alla Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che “il modo reagirà con assoluta giustizia ai falsi referendum indetti dalla Russia nelle regioni occupate che saranno condannati inequivocabilmente”. Zelensky ha poi detto che i “falsi referendum” indetti nelle quattro regioni ucraine per l’annessione alla Russia costituiscono “una farsa”. Intanto, nel primo giorno di votazioni, funzionari ucraini hanno riferito che i delegati russi nei territori ucraini occupati stanno bussando alle porte dei residenti, accompagnati da uomini armati. Inoltre hanno riferito che stanno facendo pressione su di loro affinché votino.

 Il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Haidai, ha denunciato che ai residenti della città di Starobilsk viene impedito di uscire e le persone sono prelevate con la forza dalle abitazioni per andare a votare al referendum di annessione alla Russia. Haidai ha anche affermato che quando una persona seleziona NO sulla scheda elettorale viene registrato in un taccuino. Il governatore ha anche riferito che nella città di Bilovodsk, il direttore di una società ha detto ai dipendenti che il voto è obbligatorio e chiunque si rifiuterà di prendervi parte sarà licenziato e il suo nominativo dato ai servizi di sicurezza.    

Le minacce di Mosca per chi non accetta di arruolarsi

Intanto, in Russia crescono la rabbia e il dissenso contro la mobilitazione annunciata dal presidente Putin. Molti russi stanno cercando di fuggire dal Paese, e c’è chi addirittura tenta la fuga in bici. Incendiati anche numerosi centri di arruolamento. Secondo Novaya Gazeta, Putin si starebbe apprestando ad arruolare un milione di riservisti. Il Cremlino nega ma, allo stesso tempo, annuncia che arruolerà le persone arrestate durante le proteste. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che alcuni dipendenti che lavorano in settori di importanza critica saranno esclusi dall’essere arruolati nell’esercito “per garantire il lavoro specifico industrie ad alta tecnologia, così come il sistema finanziario”. Il ministero ha poi esteso l’esclusione anche ad alcuni banchieri, operatori informatici e giornalisti. Secondo quanto riferito da Kirill Kabanov, un funzionario per i diritti umani, Mosca si appresterebbe anche a revocare i passaporti russi ai cittadini naturalizzati dell’Asia centrale se sfidano gli ordini del presidente Putin di arruolarsi nell’esercito.


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