Reeva Steenkamp: la modella uccisa da Oscar Pistorius

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Reeva Steenkamp
Reeva Steenkamp

Reeva Steenkamp nasce il 19 agosto 1983, a Città del Capo, in Sudafrica.

Dotata di una bellezza angelica all’età di 14 anni intraprende il mestiere di modella. Lunghi capelli biondi incorniciano il viso, illuminato da due profondi occhi blu. Un portamento elegante, di classe, la distingue tra le sue coetanee.

Nel corso della sua carriera scala le classifiche e diviene una tra le donne più belle del pianeta. Inoltre è ritenuta essere una delle cento donne più “sexy” del mondo.

Reeva però non era solo bella. Oltre la copertina c’era molto di più. Si iscrive infatti alla facoltà di giurisprudenza ed ottiene una laurea in legge. Inizia a praticare sul campo, con l’intenzione di dedicarsi al mestiere di avvocato una volta compiuti i trent’anni.

In breve tempo la modella sudafricana ottiene importanti riconoscimenti. Diventa infatti ragazza copertina per la rivista FHM, nonché la prima testimonial per l’azienda di make-up e cosmesi, Avon.

Inoltre è il volto di numerose pubblicità internazionali, come quella per il marchio Toyota.

Reeva Steenkamp, era anche un’attivista nel campo della battaglia contro la violenza sulle donne, contro il bullismo e contro la discriminazione sessuale. Fu, tra le altre cose, testimonial di una campagna contro lo stupro.

L’incontro di Reeva con Oscar Pistorius cambia la sua vita

Nel 2012 conosce il campione paraolimpico, anche lui sudafricano, Oscar Pistorius, più giovane di tre anni, (lei 29, lui 26). Li presenta un amico in comune.

Oscar Pistorius è un vero idolo all’epoca, velocista, con entrambi i piedi amputati. Con le sue protesi di ultima generazione riesce a battere ogni record, tanto da ottenere di correre con sfidanti normodotati.

È un eroe, un esempio per molti ammiratori. Gli viene affibbiato il soprannome di Blade Runner.

La relazione tra la supermodella e l’atleta inizierà, però, solamente nel 2013 e durerà pochi mesi. Sono la coppia del momento ma l’idillio è destinato a rompersi presto, dinnanzi alla realtà di una gelosia ossessionante.

L’omicidio di Reeva Steenkamp

La notte di San Valentino, il 14 febbraio 2013, Reeva Steenkamp veniva uccisa brutalmente, con quattro colpi di pistola, di cui uno alla testa, le fu fatale.

Ad impugnare l’arma colui che diceva di amarla, il suo fidanzato, Oscar Pistorius.

Nella maestosa villa del velocista, a Pretoria (Sudafrica), quella notte accadde qualcosa tra i due, benché la dinamica sia ancora poco chiara. In ogni caso, l’epilogo fu tragico, portò alla morte della ragazza ventinovenne.

La modella, alle tre del mattino, si sarebbe chiusa nel bagno recando con sé il telefono cellulare. Il fidanzato, dietro la porta, esplode quattro colpi di pistola.

Quando la polizia giunge sul posto, si ritrova dinnanzi ad una situazione, ormai, irrimediabile. Reeva si trova sul pavimento del bagno, giaceva in un lago di sangue.

Oscar Pistorius si costituisce, ammette di essere il colpevole. Dice di aver scambiato la fidanzata per una ladro, che si sarebbe intrufolato in casa. Quella di Pistorius, secondo la sua tesi, sarebbe dunque legittima difesa. L’accusa, nel processo, nel corso degli anni, ha lavorato per smontare la versione di Pistorius e per dimostrare che l’omicidio sia stato tutt’altro che accidentale.

Reeva Steenkamp è dunque una delle tantissime vittime di femminicidio. Le successive rivelazioni e testimonianze, in particolar modo della madre di Reeva, fanno emergere una verità che non lascia spazio all’immaginazione. Si parla di Pistorius come di un uomo instabile, ossessivamente geloso e possessivo nei confronti della donna che, dal canto suo, pare volesse prenderne le distanze.

Oscar Pistorius è stato condannato a tredici anni e cinque mesi di carcere per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp.