Mentre imperversano le frecciate e le tensioni tra Lega e Movimento 5 Stelle a causa della crisi di governo in atto, emergono dubbi piuttosto inquietanti sul Reddito di Cittadinanza. In questi giorni l’Inps ha riportato dei dati in via del tutto informale, secondo cui fino ad oggi la Guardia di Finanza avrebbe già smascherato ben 3mila irregolari che avrebbero ottenuto il bonus continuando però a lavorare in nero. In generale, in questa fase i controlli sarebbero circa 4.500, piuttosto pochi se si pensa che per adesso sono stati erogati più di 900mila sussidi. Inoltre l’ente previdenziale avrebbe girato finora circa 600mila nominativi da verificare.

Questi numeri lasciano intendere che è ancora troppo presto per avere una panoramica completa sulle richieste e le concessioni del Reddito di Cittadinanza, anche se fanno capire che indubbiamente c’è un problema alla base, come riportato dal viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia. Questi, infatti, ha dichiarato che per il momento dalla GdF sono giunti risultati interessanti e significativi, ovvero che diversi cittadini che hanno beneficiato del bonus introdotto dal Governo Conte, di fatto non avevano i requisiti per ottenerlo.

In risposta alle affermazioni di Garavaglia è intervenuto Pasquale Tridico, presidente dell’Inps e soprattutto uno dei principali promotori del sussidio economico. L’economista 43enne ha evidenziato che attualmente non ci sono i numeri sufficienti per poter quantificare eventuali irregolarità, ricordando al contempo che l’istituto previdenziale e le banche dati hanno effettuato un profondo incrocio di dati e un ampio controllo preventivo prima di autorizzare all’erogazione del bonus, infatti circa un quarto delle istanze è stato rigettato.

Reddito di Cittadinanza: le dichiarazioni del presidente Inps Tridico.

Ancor più dura è stata la presa di posizione dell’omologa di Garavaglia, Laura Castelli, anche lei viceministro dell’Economia. L’esponente pentastellata, riferendosi alle affermazioni del collega, secondo cui addirittura il 70% dei contribuenti che hanno ricevuto il Reddito di Cittadinanza non ne avrebbero alcun diritto, ha detto senza mezzi termini: «Non corrispondono al vero». Infatti ha aggiunto che finora la Guardia di Finanza non ha mai diffuso ufficialmente questi dati.

I numeri dell’Inps sul Reddito di Cittadinanza

Tenendo conto delle affermazioni contrastanti dei due viceministri all’Economia Garavaglia e Tridico, risulta piuttosto difficile comprendere qual è la reale portata della piaga dei «furbetti» del Reddito di Cittadinanza, ovvero di quelle persone che sono riuscite ad ottenerlo nonostante non fossero in possesso dei requisiti previsti dalla legge, o ricorrendo a degli escamotage illeciti come il lavoro nero. L’Inps, per provare a fare un minimo di chiarezza su quest’ennesima querelle, nelle ultime ore ha diramato un comunicato dal quale si apprende che ha provveduto a fornire alle Fiamme Oro – in ottemperanza al Decretone, la legge che ha reso effettivo il sussidio – 600mila nominativi di soggetti che hanno ottenuto il bonus al fine di far partire delle operazioni di controllo.

L’ente previdenziale ha aggiunto che fino a questo momento già 32mila nuclei sono «decaduti dal beneficio» per svariati motivi: dal decesso alla fine della disoccupazione, passando per la variazione di reddito e arrivando agli immancabili «furbetti». Entrando nel dettaglio dei suoi dati ufficiali, l’Inps ha ricordato che sono state inviate entro il 31 luglio quasi 1.500 istanze, di cui poco più di 920mila sono state accettate, mentre 400mila sono state rifiutate ed altre 170mila sono passate ad un’ulteriore fase istruttoria. Dunque, facendo una stima di queste cifre, si arriva ad una percentuale media del 26,8% delle domande rispedite al mittente.

Reddito di Cittadinanza: i dati diffusi dall’Inps.

La Guardia di Finanza, invece, per adesso avrebbe proceduto con circa 4.500 controlli, legati soprattutto ad altre operazioni, come quelle contro il sommerso o sul mancato versamento dei contributi per la pensione. Gli investigatori nel corso di questi interventi avrebbero portato alla luce dei casi limite: ad esempio a Carini (provincia di Palermo) i militari hanno appreso che in un ristorante c’erano 7 lavoratori in nero su 11 complessivi che intascavano anche il Reddito di Cittadinanza. In provincia di Cosenza, a Castrovillari, sono scattate 8 denunce per il medesimo illecito. A Crotone, invece, è stato smascherato un fruttivendolo che non solo svolgeva regolare attività, ma aveva anche il sussidio e, per non farsi mancare proprio nulla, dichiarava al Fisco di essere nullatenente.

Reddito di Cittadinanza: pagare per rinunciare

Questa situazione d’incertezza su cifre e controlli sarebbe legata principalmente alla mancata partenza del sistema di monitoraggio messo in preventivo che dovrebbe coinvolgere la Guardia di Finanza, l’Inail, l’Inps, i vari Comuni e le motorizzazioni dell’intera penisola. Del resto, i tempi per arrivare a questo meccanismo preciso finora non ci sono stati: soltanto nel mese di giugno, ad esempio, è giunto l’accordo tra l’ente di previdenza e le fiamme gialle sullo scambio dei dati, mentre solo alla fine di luglio è stata siglata l’intesa sul via libera alle verifiche che dovrebbero spettare all’Ispettorato nazionale del lavoro. Intanto la banca dati che l’Istituto presieduto da Tridico ha messo a punto per gli ispettori al fine di assicurare controlli approfonditi sul Reddito di Cittadinanza non è ancora disponibile online.

Insomma, le buone intenzioni e i progetti di controllo sulla misura reddituale ci sono, ma è necessario che tutto ciò diventi effettivo al più presto per avere una visione più concreta e realistica dei «furbetti» del Reddito di Cittadinanza per superare una volta per tutte questa situazione di impasse di fronte ad una piaga che – seppur da dati non ancora del tutto ufficiali – sembra esserci eccome nel nostro Paese.

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