La Repubblica Islamica tiene. È questo il chiaro segnale che si può trarre dagli ultimi avvenimenti iraniani. Il Riyal sta celermente e costantemente riprendendo valore di fronte alle valute forti straniere dollaro ed euro.

Nelle scorse settimane la crisi aveva raggiunto il suo picco con il dollaro a 200.000 Riyal (Valore ora dimezzato) e, contestualmente, con le proteste contro il governo teocratico degli Ayatollah.

Alla ripresa dell’economia iraniana hanno contribuito l’attenersi dell’Unione Europea agli accordi sul nucleare malgrado le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump all’Iran ma anche, e forse soprattutto, vi hanno contribuito i nuovi sforzi profusi dal governo nella lotta alla corruzione.

La campagna anti-corruzione è stata supportata dalla gran parte della popolazione, che nonostante tutto dimostra ad oggi una grande lealtà verso la Repubblica Islamica. La vetta della campagna è stata la condanna a morte, il 30 settembre scorso, di tre miliardari (Tra cui Vahid Mazlumin, il “Sultano delle monete d’oro”) colpevoli di aver giocato in borsa con valuta straniera ai danni dello Stato.

I Pasdaran, poi, si sono resi protagonisti di un’azione spettacolare contro un covo di terroristi ad est dell’Eufrate, che ha fatto con la sua sola eco e con il conseguente effetto psicologico sulla popolazione riacquistare al Riyal il 10% nei confronti di dollaro ed euro.

Nella giornata di ieri l’Iran Islamico e Rivoluzionario ha celebrato gloriosamente la vittoria contro il dominio straniero. La Guida della Rivoluzione Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha parlato nello stadio Azadi a Teheran, alla presenza del comandante delle forze Quds generale Qassem Soleimani, di fronte a 100.000 membri delle forze Basij della regione, membri della milizia popolare della Repubblica Islamica.

Di seguito un estratto del discorso della Guida:

“Il nemico vuole far credere ai giovani e alla nazione iraniana che non esiste via di uscita per la risoluzione dei problemi esistenti, se non quella di affidarsi agli Stati Uniti, inginocchiarsi a loro ed arrendersi.

Dichiaro in modo chiaro che chiunque all’interno della nazione possiede questa forma di pensiero desiderata ed amata dal nemico commette tradimento.

Chiunque dichiari che non abbiamo altra via di uscita che rifugiarci nel nemico commette la più alta forma di tradimento nei confronti dei diritti della nazione. Ovviamente questo non accadrà. Attraverso la Potenza di Dio e il vostro sostegno finché sarò vivo non permetterò che ciò possa accadere.”

Imam Khamenei, Teheran, 4 ottobre 2018

Traduzione dal farsi della pagina Facebook “Imam Seyyed Ali Khamenei”

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